Le terapie oncologiche sono sicure anche ai tempi di Covid-19
Uno studio italiano evidenzia che Sars-CoV-2 ha colpito meno dell'1 per cento dei malati di cancro. Dagli esperti l'invito a non rimandare le terapie
Sul totale dei malati di tumore che nel corso della prima ondata di Covid- 19 hanno frequentato gli ospedali per sottoporsi alle cure oncologiche, meno di 1 paziente su 100 è stato contagiato da Sars-CoV-2. A quasi un anno dal primo caso di infezione riscontrato nel nostro Paese, giunge una notizia rassicurante per chi è chiamato a sottoporsi alle terapie anticancro. Il rischio infettivo a cui queste persone sono state esposte negli ospedali è risultato superiore a quello corso dalla popolazione generale, ma comunque basso. «E soprattutto non sufficiente per pensare di rimandare le cure», spiega Carlo Aschele, a capo del reparto di oncologia medica dell’ospedale Sant’Andrea di La Spezia.
INFETTO MENO LO 0.68 PER CENTO DEI MALATI DI CANCRO (IN TERAPIA)
Il dato emerge da una breve comunicazione redatta da sette specialisti italiani e pubblicata sulla rivista Jama Oncology. Il documento - anticipato rispetto alla pubblicazione estesa - riassume le conclusioni di un’indagine retrospettiva condotta in 118 reparti di oncologia medica sparsi lungo lo Stivale. Obbiettivo della ricerca - sostenuta dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Ospedalieri (Cipomo) - era valutare quanti dei quasi 60mila pazienti curati in regime di day-hospital in queste strutture tra il 15 gennaio e il 4 maggio scorsi fosse entrato in contatto con il coronavirus. Il dato ottenuto è stato confortante. Appena 406 persone (lo 0.68 per cento del totale) si sono trovate a fronteggiare al contempo le cure oncologiche e quelle per Covid-19. Una quota inferiore a quella rilevata negli studi cinesi, condotti tra febbraio e marzo. In oltre 8 casi su 10, i pazienti hanno sviluppato i sintomi della malattia da coronavirus. E, nella maggior parte di queste situazioni, si è reso necessario il ricovero. «I dati che abbiamo raccolto evidenziano un impatto dell’infezione da Sars-CoV-2 superiore del 40 per cento nei pazienti oncologici rispetto alla popolazione generale - prosegue Aschele -. Ma considerando l’urgenza delle terapie, sia nella prima linea di trattamento sia nei pazienti alle prese con un tumore metastatico, possiamo dire che i benefici determinati dalle cure oncologiche sono stati superiori al rischio infettivo».