Melanoma, chi lo sviluppa durante o subito dopo una gravidanza incorre in una probabilità più alta di dover affrontare la forma più aggressiva della malattia. È quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Cleveland Clinic e pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology che riporta a galla il tema della prevenzione fin dalla più giovane età.
MALATTIA PIU’ AGGRESSIVA IN ETA’ FERTILE
I ricercatori, preoccupati dal raddoppio delle diagnosi registrato oltreoceano negli ultimi trent’anni (11.300 quelle formulate in Italia nel 2015, il 20 per cento in pazienti con meno di quarant’anni), hanno analizzato tutti i dati relativi alle diagnosi di melanoma registrate tra il 1998 e il 2012 in 462 donne con meno di 49 anni. Tra queste, 41 avevano scoperto la malattia nel corso di una gestazione o entro un anno dalla sua fine. Dal successivo confronto dei dati - con dei follow-up condotti a tre e a cinque anni dalla diagnosi - è emerso che chi era incappato nella malattia durante o nel primo anno successivo a una gravidanza aveva sviluppato con maggiore frequenza delle metastasi. Più alti, tra queste donne, risultavano anche i tassi di recidiva entro sette anni e di morte. Da qui la deduzione: un melanoma sviluppato in età fertile (soprattutto a ridosso di una gravidanza) è più aggressivo rispetto alla stessa malattia che può insorgere più in là con gli anni. Nessun rischio aggiuntivo, invece, per il feto.







