Tanti passi avanti per i pazienti con mieloma multiplo, sia per chi ha appena ricevuto la diagnosi che per chi si è già sottoposte alle terapie, ma è purtroppo andato incontro a una ricaduta. L'insieme di progressi contro questo tumore del sangue è stato al centro dell'attenzione durante il congresso annuale della Società Americana di Ematologia (Ash), appena conclusosi a Orlando. Nuovi anticorpi monoclonali, immunoterapia, piccole molecole: l'armamentario degli ematologi, soprattutto negli ultimi 12 mesi, si è notevolmente arricchito.
«Quest'anno sono stati presentati qui in Florida i risultati di molte sperimentazioni con diversi farmaci e il risultato è che ora riusciremo a curare praticamente tutti i pazienti - commenta Fabrizio Pane, direttore dell'unita operativa di ematologia e trapianti dell'azienda ospedaliero-universitaria Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Ematologia -. Tra medicinali vecchi e nuovi, usati in combinazioni differenti, ora abbiamo a disposizione una serie di strategie che anche se non ci permettono ancora purtroppo di guarire tutti i malati, ci consentono almeno di avere un trattamento efficace in ogni situazione.
Anche nei casi in cui prima il malato non rispondeva come sperato alla cura. Così riusciamo a rendere il mieloma una patologia cronica, con la quale poter convivere per anni, usando le diverse terapie in successione una dopo l'altra».
4.500 NUOVI CASI OGNI ANNO IN ITALIA
Il mieloma multiplo è un tumore che colpisce alcune cellule contenute nel midollo osseo che hanno la funzione di produrre gli anticorpi necessari a combattere le infezioni: le plasmacellule. La crescita anomala delle plasmacellule tumorali a può provocare una riduzione della normale produzione di cellule emopoietiche (globuli rossi, bianchi e piastrine) causando anemia (con conseguente astenia, cioè una grande stanchezza), abbassamento del numero dei globuli bianchi (con predisposizione alle infezioni) e/o un calo delle piastrine (aumentando il rischio emorragico) e fragilità delle ossa.
«Sono circa 4.500 i nuovi casi di mieloma diagnosticati ogni anno nel nostro Paese e la maggior parte dei pazienti ha più di 50 anni, con una concentrazione maggiore dopo i 65 anni - spiega Giovanni Pizzolo, direttore dell’unità operativa di ematologia del policlicno “Rossi” di Verona -. Essendo quindi una patologia tipica dell’età avanzata le cure devono comunque tenere in considerazione la situazione generale del malato e le eventuali patologie concomitanti: se possibile si procede con un trapianto di cellule staminali e chi non è idoneo riceve in genere una terapia di combinazione tra farmaci chemioterapici e farmaci biologici».







