Troppi cibi processati nella dieta influiscono sul rischio di sviluppare un tumore del colon-retto, aumentandolo anche del 30 per cento negli uomini. Sono le conclusioni di un lavoro di analisi condotto da un team di ricerca USA che ha voluto misurare (e confermare) l’associazione già nota tra il consumo di piatti pronti industriali ricchi di carni lavorate, sale, zuccheri e le probabilità di incappare nel tempo in una diagnosi di tumore colorettale.
LA RICERCA
I ricercatori hanno preso in considerazione i dati di tre grandi studi prospettici americani, che per decenni hanno raccolto informazioni su salute e stili di vita dei partecipanti: oltre 200.000 persone, per i tre quarti donne, operatori sanitari seguiti per 25 anni con questionari, ogni 4 anni, sulle abitudini alimentari e la frequenza di consumo di 130 alimenti circa. Come pubblicato dal resoconto sul British Medical Journal, è emerso che gli uomini che più spesso mangiavano cibi ultraprocessati erano esposti ad un rischio di avere un cancro colorettale più alto del 29 per cento rispetto agli uomini con pari caratteristiche ma molto meno affezionati al junk-food. Fra le donne non è risultata un’associazione altrettanto evidente.







