Come ha sempre affermato Umberto Veronesi, la tavola è il primo luogo in cui far prevenzione. Anche in ambito oncologico. Questo perché il cibo che introduciamo tutti i giorni va a costruire le cellule, i tessuti e gli organi. E le singole molecole di origine alimentare influiscono sullo stato di infiammazione generale, sulla proliferazione cellulare e sui meccanismi di riparazione che prevengono le mutazioni nocive del codice genetico cellulare.
LA PREVENZIONE PARTE DALLA TAVOLA
Per i numeri della malattia, per la localizzazione e i compiti dell’organo e per l’impatto che può avere l’obesità, la dieta è sempre chiamata in causa quando si parla di prevenzione del tumore del colon-retto. D’altra parte, la quota di casi riconducibile alla genetica non sembra essere superiore al 10 per cento. Ciò vuol che la maggior parte delle nuove diagnosi ha quasi con certezza un’origine da ricercare nell'ambiente. E tra gli elementi che possono aumentare o ridurre il rischio di ammalarsi, nel caso del cancro del colon, la dieta è probabilmente quello con il maggiore impatto. Un Giano bifronte, con insidie e opportunità che vale la pena di conoscere per fare in modo di ridurre l'impatto sociale di questa malattia.







