Tumore al seno: ecco perché in gravidanza diventa più aggressivo
Il tumore al seno può colpire una donna anche in gravidanza. Malattia aggressiva per l'aumento dell'infiammazione nel microambiente tumorale
Su un totale che sfiora le 55mila unità, stiamo parlando di un numero ridotto di casi: tra 150 e 200, nel nostro Paese. Tante sono le donne che ogni anno scoprono di essersi ammalate di tumore al seno durante la gravidanza. Un evento fortuito, difficile da accettare per le future mamme e più complesso da affrontare per i medici. Generalmente, questi tumori sono infatti più aggressivi rispetto alla media. Le cause alla base di questa evoluzione, al momento, non sono note. Ma uno studio australiano pubblicato sulla rivista Cell Reports, lancia un’ipotesi. A rendere più aggressive le diagnosi di questo tipo potrebbe essere un aumento incontrollato dell’infiammazione, che contribuisce a rendere il microambiente tumorale più «propenso» ad aggravare l’evoluzione della malattia.
Nel momento in cui una donna si appresta a diventare mamma, la mente è proiettata verso il lieto evento. In pochi - ma sfortunati - casi però il percorso che porterà alla nascita di un figlio può essere ostacolato dalla diagnosi di un tumore al seno. La malattia oncologica più frequente può infatti colpire anche pazienti giovani. Negli ultimi anni i dati, in questo senso, sono in crescita. E a far parte delle statistiche sono anche giovani donne in dolce attesa, soprattutto se alla prima gravidanza oltre i trenta anni. «A parità di età, le forme di cancro che vengono rilevate nelle future mamme sono quasi sempre biologicamente più aggressive - spiega Lucia Del Mastro, direttore della breast unit del Policlinico San Martino di Genova e membro del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi -. Il tumore diagnosticato in questa fase della vita è molto spesso il triplo negativo, il sottotipo più aggressivo. A questo occorre aggiungere le maggiori difficoltà a effettuare la diagnosi di carcinoma mammario a causa delle modifiche (aumento di dimensioni, maggiore compattezza e densità, ndr) a cui va incontro la ghiandola mammaria durante la gravidanza che rendono più complessa l'esecuzione e la valutazione degli esami strumentali. Il rischio conseguente è rappresentato dal ritardo diagnostico».
TUMORE AL SENO: GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO FATTORI PROTETTIVI?