Prima la chirurgia, quando possibile. Poi la chemioterapia, per ridurre le probabilità di far riformare la malattia. È questo l’approccio considerato più efficace contro il tumore del pancreas, che rimane ancora uno dei più aggressivi. Una volta scoperto, soltanto un caso su cinque risulta operabile. E comunque la sopravvivenza a cinque anni non va oltre l’otto per cento. Facile dunque capire perché, alla luce anche dell’aumento dei casi registrato negli ultimi anni, questa malattia rappresenti una delle sfide più importanti per gli oncologi e i chirurghi, chiamati a dare una speranza alle quasi quattordicimila persone che s’ammalano ogni anno. Ripresa in considerazione l'opportunità di ricorrere alla radioterapia, l’ultima ipotesi posta al vaglio dagli oncologi porta a considerare l'inversione delle opzioni terapeutiche: ovvero sottoporre i pazienti alla chemioterapia preoperatoria (neoadiuvante). Una strategia che, stando alle conclusioni di uno studio tutto italiano pubblicato sulla rivista The Lancet Gastroenterology & Hepatology, potrebbe aumentare in maniera significativa la sopravvivenza di coloro che s’ammalano di tumore del pancreas.
Tumore del pancreas: la chemioterapia pre-intervento allunga la vita
Uno studio italiano ha dimostrato che la chemioterapia neoadiuvante aumenta notevolmente la sopravvivenza dei pazienti operati

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