Una vita per la corsa: dopo la malattia ancor di più. La storia di Chiara
Il sogno era correre l'edizione numero 50 della maratona di New York. Di mezzo però ci si mette la malattia e così Chiara Bianconi con il suo «imprevisto» correrà l'edizione numero 47
Chiara ama la corsa così tanto che anche la sua mente è un passo avanti. La data c'erà già: 3 novembre 2019, la storica edizione numero 50 della più famosa tra le maratone, quella di New York. Le circostanze della vita però ti mettono di fronte a repentini cambi di programma ed è questo che è accaduto a Chiara Bianconi, una delle Pink Runner che il prossimo 5 novembre voleranno negli Stati Uniti per prendere parte alla TCS New York City Marathon. Il suo sogno si avvera con due anni di anticipo quando, per un momento, sembrava potesse svanire per colpa di un tumore ovarico. Invece eccola qui, pronta più che mai a correre e a raccontare quanto l'esperienza della malattia possa essere trasformata in un'occasione di crescita.
IL CAMBIO DI PROGRAMMA
«Ho sempre vissuto per correre», afferma Chiara. Tutto cambia però in una mattina del mese di marzo dello scorso anno. Da tempo Chiara soffre di una piccola cisti ovarica e dopo un'attenta visita ginecologica decide - anche per via dell'attività sportiva che pratica - di sottoporsi a intervento chirurgico per la sua rimozione. Un intervento che segnerà nel bene e nel male la sua vita. «Sono entrata in sala operatoria per una cisti e ne sono uscita con la rimozione completa di ovaie e tube», racconta senza troppi giri di parole. La ragione di questo provvidenziale cambio di programma è la scoperta, in sede di operazione, di un tumore ovarico. Non più dunque una semplice cisti ma una massa che doveva essere tolta al più presto.
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