Dona ora
Pediatria

L’igiene in gravidanza combatte il citomegalovirus

E’ un virus che può causare serie disabilità al nascituro. Rispettare norme igieniche soprattutto se a contatto con bambini con meno di 6 anni E’ disponibile il test precoce e la terapia con immunoglobuline

E’ una di quelle infezioni che passa quasi inosservata: il citomegalovirus (CMV), un ceppo erpetico come quello labiale, convive in modo per lo più pacifico con l’uomo, dà sintomi aspecifici lievi ed è talmente comune da contagiare almeno tre adulti su cinque.

Se contratto per la prima volta in gravidanza, però, smette di essere innocuo e può essere causa anche di serie disabilità nel neonato. La probabilità, fortunatamente, non è alta: si conta che l’1-4 per cento delle future mamme è infettato, solo un terzo lo trasmetterà al figlio.

Meglio però non abbassare la guardia, anche perchè proteggersi è semplice quasi quanto lavarsi le mani.

COSA SI RISCHIA

La donna in gravidanza è bersaglio facile per i virus, poichè le difese immunitarie si abbassano per impedire un rigetto fetale.

Solo alcune infezioni possono trasmettersi da madre a figlio, superando la placenta: il rischio di conseguenze sul neonato è più alto nel primo trimestre e diminuisce nei mesi successivi.

Così anche per il citomegalovirus che quando congenito - ovvero se l’infezione è avvenuta nella pancia della mamma - può comunque non interferire con il corretto sviluppo embrionale del bambino.

Se il contagio è precoce, però, possono manifestarsi ritardi mentali, sordità o corioretinite, una malattia oculare infiammatoria che conduce anche a cecità.

DIETA IN GRAVIDANZA: QUALI PRECAUZIONI ADOTTARE?

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione