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  1. Obesità e Alzheimer: esiste un legame?
    MagazineObesità e Alzheimer: esiste un legame?
    L’obesità potrebbe accelerare alcuni cambiamenti biologici associati alla malattia di Alzheimer. Un nuovo studio suggerisce che, nelle persone con obesità, alcuni biomarcatori legati alla neurodegenerazione aumentano più rapidamente nel tempo rispetto a chi ha un peso nella norma. Un dato particolarmente interessante riguarda gli esami del sangue: i cambiamenti nei biomarcatori sembrano più sensibili dei…
  2. Tumori e Alzheimer: cosa sappiamo dell’associazione inversa
    MagazineTumori e Alzheimer: cosa sappiamo dell’associazione inversa
    Negli ultimi anni diversi studi epidemiologici hanno osservato un’associazione inattesa: le persone con diagnosi di malattia di Alzheimer sembrano sviluppare meno tumori rispetto alla popolazione generale e, viceversa, chi ha avuto un cancro presenta un rischio più basso di demenza. Non si tratta di una regola assoluta, ma di una tendenza statistica che ha attirato…
  3. Alzheimer: l’Italia divisa in due nell’accesso alle cure
    MagazineAlzheimer: l’Italia divisa in due nell’accesso alle cure
    In Italia l’accesso ai servizi per le persone con demenza è fortemente diseguale. A pesare è soprattutto il divario tra Nord e Sud del Paese, dove la disponibilità di strutture fondamentali come Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), Centri Diurni e Centri per i disturbi cognitivi e le demenze (Cdcd) risulta nettamente inferiore. È quanto emerge dalla…
  4. Alzheimer, la riabilitazione fa parte della terapia
    MagazineAlzheimer, la riabilitazione fa parte della terapia
    Secondo un recente rapporto di Alzheimer’s Disease International, gli interventi non farmacologici – come esercizio fisico mirato, test cognitivi, riorganizzazione degli spazi e incontri di gruppo – dovrebbero essere considerati parte integrante dei percorsi terapeutici, al pari dei farmaci. Un’indicazione ripresa anche in Italia dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che nelle sue linee guida ne…
  5. Quando lo smartphone diventa un neurologo
    MagazineQuando lo smartphone diventa un neurologo
    E se lo smartphone potesse accorgersi di un disturbo neurologico prima ancora di noi? Oggi non è più fantascienza: il modo in cui digitiamo un messaggio, muoviamo il telefono o parliamo a un assistente vocale può in parte rivelare i primi segni di alterazioni motorie o cognitive. È l’obiettivo di una nuova generazione di strumenti…
  6. Alzheimer: l’istruzione non basta, ma può ritardare la malattia
    MagazineAlzheimer: l’istruzione non basta, ma può ritardare la malattia
    Un cervello attivo è un cervello che sarà in grado di proteggersi meglio dai danni procurati dall’Alzheimer. Su questo sono tutti d’accordo, grazie a diversi studi che suggeriscono una correlazione tra una maggiore istruzione da giovani e un ridotto rischio di sviluppare demenza durante la vecchiaia. Una ricerca pubblicata di recente dalla rivista JAMA Neurology…
  7. Allenare corpo e mente per rallentare il declino cognitivo
    MagazineAllenare corpo e mente per rallentare il declino cognitivo
    Un programma integrato di esercizio fisico e stimolazione cognitiva, svolto in gruppo, può non solo migliorare la memoria e le funzioni motorie in persone con decadimento cognitivo lieve (MCI), ma anche modulare in senso positivo l’infiammazione sistemica, uno dei processi biologici alla base delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. A dimostrarlo è un nuovo studio italiano…
  8. Alzheimer, quanto conta la genetica? Tra DNA e nuovi farmaci
    MagazineAlzheimer, quanto conta la genetica? Tra DNA e nuovi farmaci
    Nel 95% dei casi l’Alzheimer non è causato da mutazioni ereditarie, ma la genetica ha comunque un ruolo centrale: analizzare il DNA può aiutare a stimare il rischio di ammalarsi e a personalizzare l’uso dei nuovi anticorpi anti-amiloide. È quanto sottolinea un recente studio pubblicato su Neurology Genetics, che fa il punto sulle conoscenze attuali.…