Sui vaccini per il Covid-19 arrivano nuovi dati cosiddetti real world, ovvero dati che al di fuori delle prove di laboratorio mostrano cosa accade davvero in una popolazione che ha raggiunto una certa soglia di vaccinati. Parliamo dei cittadini israeliani, fra i quali si registra un crollo delle ospedalizzazioni e dei decessi per Covid, ora che oltre il 70 per cento della popolazione target ha ricevuto le due dosi di vaccino previste (BNT162b2 o Comirnaty, prodotto da Pfizer- BioNTech).
LO STUDIO
Lo sforzo di organizzare una campagna vaccinale nazionale – la più rapida condotta finora – funziona? Per rispondere a questa domanda, i ricercatori israeliani (del Ministero della salute e di Pfizer) hanno considerato i dati epidemiologici e clinici rilevati nel Paese fra il 24 gennaio e il 3 aprile 2021. Entro l’inizio di aprile, il 72,5 per cento dei cittadini israeliani con più di 16 anni aveva completato le due dosi di vaccino. Contando fra loro i casi di infezione da Sars-CoV-2 e di malattia, più o meno grave, indotta dal virus, è risultato che il Comirnaty ha un’efficacia complessiva del 95 per cento nel proteggere dall’infezione (con un’incidenza di 3,1 casi ogni 100.000 persone seguite per un giorno contro 91,5 ogni 100.000 fra le persone non vaccinate). Più nello specifico, le due dosi di vaccino hanno mostrato un’efficacia:
- del 91,5 per cento contro le infezioni asintomatiche
- del 97 per cento contro le infezioni sintomatiche
- del 97,2 contro l’ospedalizzazione per Covid-19
- del 97,2 per cento contro le ospedalizzazioni per condizioni severe o critiche
- e del 96,7 per cento contro la possibilità di morire per Covid-19.







