Chiudi
Oncologia
Fabio Di Todaro

HPV e cancro: una questione anche da uomini

pubblicato il 05-03-2021

Gli uomini sono poco consapevoli dei rischi legati all'infezione da HPV, che può provocare condilomi, tumori (pene, ano, cavo orale) e infertilità

HPV e cancro: una questione anche da uomini

Per anni - anzi: per decenni - è stato descritto come il virus in grado di far ammalare di cancro soltanto le donne. O meglio: «L'HPV per molto tempo è stato considerato il virus delle ragazze e delle signore più inclini ad atteggiamenti lascivi», afferma Nicola Macchione, urologo dell'ospedale San Paolo di Milano. Una visione superata, dopo aver scoperto che con l'HPV entrano a contatto la maggior parte delle donne, ma non solo. È agli uomini che Fondazione Umberto Veronesi ha scelto di parlare nel corso della diretta sul canale Instagram organizzata nella settimana dedicata all'HPV. Focus sui rischi infettivi per ragazzi e adulti, ancora sconosciuti in una larga parte della popolazione.  

PAPILLOMAVIRUS (HPV): TUTTO
CIÒ CHE C'È DA SAPERE 

L'INFEZIONE DA HPV NEGLI UOMINI

In termini di prevalenza, secondo le ultime stime dell'Istituto Superiore di Sanità, circa 8 italiane su 10 entrano a contatto con il virus nel corso dell'età fertile. Quanto agli uomini, un analogo dato nazionale non c'è. Alcuni studi hanno però stimato una prevalenza del 70 per cento tra gli individui di sesso maschile. Con un decorso diverso dell'infezione, rispetto a quanto si registra tra le donne. Gli uomini hanno infatti un'analoga probabilità di contrarre un ceppo in grado di provocare un tumore o uno in grado di provocare soltanto lesioni benigne (condilomi). Altre due ulteriori differenze riguardano il trend dell'infezione nel corso della vita: in questo caso non si registra un picco legato all'inizio dell'attività sessuale né un calo progressivo con il crescere dell'età. Caratteristica quest'ultima che invece si registra nel genere femminile. A quali fattori ascrivere queste differenze? Tra le ipotesi più accreditate, l'anatomia dell'apparato genitale differente tra i due sessi, la possibile diversa interazione tra virus e ospite nei due sessi e una maggior induzione della risposta immunitaria nei confronti di HPV nella donna rispetto all’uomo.


HPV: un vademecum per la salute degli adulti

HPV: QUALI RICADUTE PER LA SALUTE DEGLI UOMINI?

Per quanto riguarda gli uomini, i fattori di rischio dell’infezione da HPV sono rappresentati da un precoce inizio dell’attività sessuale (e di conseguenza da una sua lunga durata), da abitudini sessuali caratterizzate da elevato numero di partner (di sesso femminile o maschile) e dalla presenza di una condizione di immunodepressione (congenita o acquisita). Le più diffusa infezione a trasmissione sessuale, negli uomini, finisce nella maggior parte dei casi per non provocare sintomi. E, nel tempo, può essere debellata dal nostro sistema immunitario senza di fatto nemmeno accorgersene. Detto ciò, la diffusione del contagio fa crescere la quota dei «portatori sani»: un rischio per le donne che hanno rapporti con loro, se non protetti dal preservativo (nel caso del papillomavirus non sempre sufficiente) e dalla vaccinazione. Manifestazioni benigne delle infezioni sono invece i condilomi, riscontrabili soprattutto nell'ano, sul pene e nel cavo orale. Nelle stesse sedi - anche se è ciò che accade più di rado - il papillomavirus può però anche provocare lesioni maligne. È quello che accade in caso di infezione con uno dei genotipi oncogeni. Nel distretto testa-collo, i siti maggiormente coinvolti sono la cavità orale, l’orofaringe, la lingua e la laringe. Il numero di casi cancro a carico di questi organi provocati dall'HPV è in aumento e - aspetto da non trascurare - i rischi sembrano essere più elevati per gli uomini. L'HPV è inoltre sospettato di essere una delle cause di subfertilità o infertilità maschile

NESSUN TEST DI SCREENING PER L'INFEZIONE DA HPV NEGLI UOMINI

A penalizzare gli uomini, ha ricordato Macchione nel corso dell'incontro moderato da Agnese Collino (supervisione scientifica), «è soprattutto l'assenza di un test di screening dell'infezione», garantito invece alle donne attraverso il Pap test o l'HPV-test. Questo è una delle cause della fragilità dei dati riguardanti le positività tra gli uomini e della loro ridotta sensibilità al tema. L'anoscopia, il tampone anale, il test dell'acido acetico e la peniscopia sono indagini possibili, ma che vengono quasi sempre condotte a fronte di un sospetto clinico (il paziente che segnala dei segni o dei sintomi che inducono a pensare alla presenza di condilomi) o nel momento in cui il ginecologo scopre l'infezione in una paziente e decide di testare anche il suo partner abituale. Da qui l'invito dello specialista: «L'uomo deve prendere confidenza con l'urologo: a maggior ragione quando rileva un cambiamento nel colore o nel profilo degli organi dell'apparato genitale». 


Perché la vaccinazione contro l'HPV è utile nei maschi


L'IMPORTANZA DELLA VACCINAZIONE

L'assenza di uno screening rende ancora più importante la vaccinazione. La sfida, considerata cruciale per azzerrare i tumori della cervice uterina, deve diventare una priorità anche per gli uomini. L'offerta attiva riguarda gli adolescenti tra 11 e 12 anni. «Ma oggi il vaccino è offerto gratuitamente fino al raggiungimento della maggiore età in tutta Italia e, in alcune Regioni, anche fino ai 26 anni», ha aggiunto Macchione. Questo perché, poco alla volta, si sta capendo che conviene investire nella prevenzione, piuttosto che nel trattamento dei postumi dell'infezione. Motivo per cui, per esempio, si è deciso (ma non in tutta Italia) di offrire questa opportunità fino ai 45 anni, agli uomini considerati a rischio (omosessuali, sex-workers). Detto ciò, la copertura è ancora lontana dall'obbiettivo minimo del 60 per cento degli adolescenti. Alla fine del 2018, come media nazionale, poco più di 1 ragazzo su 5 aveva ricevuto le due dosi di vaccino. «La vaccinazione - ha risposto lo specialista - va fatta anche se si ha un partner positivo all'infezione da HPV o se si sa di essere già entrati a contatto con il virus. Questo perché il vaccino nonavalente protegge dai genotipi più pericolosi dell'HPV, che non è detto che siano quelli da cui si è già stati infettati». Si parla di un vaccino efficace e sicuro, nonostante alcuni effetti collaterali siano stati associati alla profilassi. Ipotesi poi smentita, dati alla mano. «Come tutti i vaccini - ha concluso Macchione - la reazione può essere caratterizzata dalla febbre e dal rigonfiamento dei linfonodi. Si tratta di chiare evidenze dell'efficacia di questo farmaco». 

 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


Articoli correlati


In evidenza

Torna a inizio pagina