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Oncologia

Tumore al seno: biopsie più frequenti per migliorare la cura

pubblicato il 06-12-2011
aggiornato il 02-10-2017

L'instabilità del tumore rappresenta lo scoglio principale del mancato successo della chemioterapia. L'arma vincente è capire l'evoluzione del tumore attraverso biopsie più frequenti. Ad affermarlo uno studio presentato all'ESMO di Stoccolma

Tumore al seno: biopsie più frequenti per migliorare la cura

STOCCOLMA- Effettuare biopsie regolarmente potrebbe essere l'arma in più per sconfiggere le recidive del tumore al seno. Ad affermarlo è uno studio, presentato dalla dottoressa Linda Lindstrom del Karolinska Institutet Departmente of Oncology di Stoccolma (Svezia), in occasione dell'European Multidisciplinary Cancer Congress 2011.

CANCRO IN EVOLUZIONE- Un modo per distinguere le differenti forme di cancro è rappresentato dal test per verificare il marker di positività al recettore degli estrogeni (ER) o dei progestinici (PR). In caso di positività la prassi è quella di sottoporre la donna a dei trattamenti con farmaci antagonisti di questi recettori. Il tumore infatti per crescere ha bisogno di queste strutture. Bloccandone la funzione attraverso l'uso di specifiche molecole è possibile contrastare la crescita tumorale. Purtroppo però la realtà del cancro è in continua evoluzione. Come dimostrato nello studio svedese svolto su donne recidive alla malattia, il tumore alla mammalla presenta una forte componente di instabilità. Ciò significa che spesso, pazienti che hanno la forma ER positiva, con il progredire della malattia diventano ER negative. Questo è un dato di cui non si può non tenere conto quando si somministra una terapia.

BIOPSIE FREQUENTI- Spesso i medici, per decidere a quale cura è meglio sottoporre il malato, si basano sul risultato della prima e molto spesso unica biopsia effettuata sul tumore primario. Però, come dimostrato nello studio, il tumore in evoluzione dovrebbe essere valutato in maniera costante per cambiare terapia quando necessario. Come dichiara la dottoressa Lindstrom, «Sino ad oggi abbiamo sempre pensato che i marker tumorali rimanessero stabili durante tutto l'intero sviluppo della malattia. Ora invece risulta chiaro che i marker subiscono una continua evoluzione e questo è fondamentale saperlo per impostare la terapia più appropriata. Per questa ragione biopsie più frequenti sono l'arma in più per vincere il tumore».

COSTI E BENEFICI- Secondo il professor Michael Baumann, presidente dell'European Cancer Organisation, «lo studio svedese è di fondamentale importanza poiché sono ancora molte le donne con recidiva che non vengono assistite in maniera appropriata. Non solo, anche se il costo della biopsia incide in maniera importante sul bilancio sanitario, alla lunga la scelta di questa modalità porterà ad un risparmio complessivo poiché si avrà la certezza di somministrare sempre la cura più appropriata al grado di evoluzione del tumore».

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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