«Questa pillola è per la pressione: la prendo subito, perché poi me la dimentico». «E questa è la sua gemella per stasera». Una compressa per il diabete, una per il colesterolo. Un’altra ancora perché il cuore batte troppo. E poi le gocce per gli occhi a metà pomeriggio e la sera quelle per dormire. Nella tarda età piccoli e grandi «mancamenti» portano spesso gli anziani a fare il pieno di farmaci. Il pensiero comune è quello di garantirsi così un’ipoteca sulla salute. Cosa non sempre vera, però. Il surplus di medicinali può infatti rappresentare un rischio per la tenuta fisica dei nonni. L’ultimo monito, in questo senso, giunge dall’Università di Buffalo (Stati Uniti). Il 94 per cento dei farmaci prescritti a chi è avanti negli anni aumenta il rischio di farli cadere. Cadute sempre pesanti, anche quando di lieve entità, data la fragilità dei soggetti. Un femore rotto, una botta in testa, un bacino compromesso. Con l’eventualità di un esito anche fatale.
Anziani: troppi farmaci possono aumentare le cadute
L’allarme lanciato da uno studio americano. Gli esperti invitano a ridurre (ove possibile) le prescrizioni mediche quando si ha di fronte un grande anziano
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