Le nuove linee guida europee abbassano il livello di colesterolo massimo consentito dei grassi nel sangue a 190.
Ma più importante ancora, afferma il presidente della Società Italiana di Cardiologia, è guardare all’Ldl, la parte cosiddetta “cattiva”: qui i valori ammessi a seconda dello stato di salute vanno da 160 a 70
Il colesterolo perde quota. Dove perdere quota, massimo 190 quello totale ammesso, non più 200 o 220 come molti pazienti si ostinano a credere che vada bene.
Già s’è abbassata tempo fa l’asticella della glicemia, massimo a 100 e non più a 110 com’era, altrimenti si va presto in zona diabete (a 126). Il paziente (noi tutti, a dire il vero) si sente perseguitato da una “intolleranza” crescente, impossibilitato a sentirsi in regola dagli obblighi che sfidano la buona volontà continuando ad aumentare e incombendo in primo luogo sulla dieta: non bere alcol, non mangiare questo, non mangiare quest’altro, devi alzarti da tavola sentendo fame… «Basta, ma cosa pretendono?!» sbotta qualcuno.
Ma le linee guida europee sono impersonali e avanzano il loro diktat (per il nostro bene, sia chiaro) insensibili a rimostranze o contrattazioni.
Dunque la quota massima fissata dalla Società Europea di Cardiologia per il colesterolo totale, che comprende quello Ldl detto “cattivo” e quello Hdl detto buono”, è di 190.







