Milionario lo è già divenuto una volta, nel 2014: grazie al «Brain Prize» assegnatogli per il contributo assicurato alle neuroscienze europee. Ma il premio «Lombardia è Ricerca» che gli sarà assegnato oggi ha un sapore diverso per Giacomo Rizzolatti, scampato alle purghe staliniane da bambino e oggi considerato uno dei massimi conoscitori del nostro cervello. «Non sono i soldi a fare la differenza, ma la scelta di un'istituzione pubblica di investire nella ricerca, in un periodo storico in cui il Paese sembra essersi dimenticato di noi scienziati». Rizzolatti, ex direttore del dipartimento di neuroscienze dell'Università di Parma, di cui oggi è professore emerito, ha ricevuto un milione di euro come riconoscimento per la scoperta dei neuroni specchio, così chiamati per la loro capacità di farci ripetere un'azione (o vivere un'emozione) che abbiamo appena visto compiere. In cambio, la Regione gli ha chiesto di investire una fetta corposa di questa cifra sul proprio territorio. Lo scienziato destinerà settecentomila euro al centro di chirurgia dell'epilessia dell'ospedale Niguarda di Milano, dando così una corposa iniezione alle attività di ricerca in uno dei più importanti centri di cura a livello europeo. La cifra gli permetterà di allargare il team dei giovani scienziati e di coprire le loro attività per almeno quattro anni.
A Rizzolatti il premio Regione Lombardia dedicato a Umberto Veronesi
A un anno dalla scomparsa di Umberto Veronesi, a Rizzolatti che scoprì i neuroni specchio sarà riconosciuto un milione di euro. Due terzi dei quali saranno reinvestiti in ricerca sull'epilessia

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