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Neuroscienze

Disturbi mentali: i ragazzi «perduti» sulla soglia dei 18 anni

Cosa accade quando un ragazzo in cura per disturbi mentali deve passare in carico ai servizi per gli adulti? I dati di una ricerca europea. Ansia, depressione e comportamento alimentare fra i problemi più diffusi

Ci sono diverse età critiche segnalate nella nostra vita. Nel campo della salute mentale sono gli anni compresi tra i 15 ed i 25: è allora che insorge nella vita la maggior parte dei disturbi mentali. Ora un'ampia indagine europea mostra le difficoltà per molti ragazzi al momento della transizione dalla minore alla maggiore età.

 

RAGAZZI O ADULTI? TRANSIZIONE DIFFICILE 

«Nei 28 paesi europei, che abbiamo attentamente valutato, tra l’1,5 e il 3 per cento di bambini e adolescenti risultano in contatto con centri di salute mentale specifici», esordisce il professor Giovanni de Girolamo, psichiatra e responsabile Unità Operativa di Psichiatria Epidemiologica e Valutativa dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, nel presentare un convegno (11-12 aprile, Centro Paolo VI di Brescia) centrato proprio su quell’età. E’ l’età in cui finisce, con i 18 anni, la disponibilità per le cure delle Uonpia, i Centri di Salute Mentale per l’infanzia e l’adolescenza, e i ragazzi malati dovrebbero passare nei 163 Dipartimenti di Salute Mentale per gli adulti (Dsm). Ma è proprio lì che manca il collegamento. La “transizione” dalle Uonpia ai Dsm si può definire come un processo molto problematico dovunque.

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