Un elettrocardiogramma per misurare la salute del cuore e la salute della psiche, almeno relativamente alla depressione. L’accoppiata mal di cuore e disturbo dell’umore è nota da tempo, e si potrebbe definire un’associazione «a delinquere» in quanto una patologia genera o potenzia l’altra. Il nuovo studio che ha provato a «leggere» le due diagnosi nel tracciato di un elettrocardiogramma (o Ecg) è stato compiuto dagli psicologi dell’Università di Padova e pubblicato sul Journal of Psychiatric Research. Il punto di partenza è stato notare che la variabilità della frequenza cardiaca appare ridotta sia nei malati di depressione sia in quelli con disturbi cardiovascolari suggerendo l’ipotesi di un comune meccanismo sottostante i due disturbi.
COSA DICONO I TRACCIATI DELL'ECG
Claudio Gentili, docente di psicologia clinica a Padova e primo autore dello studio, spiega: «Le modificazioni nel tracciato dell’Ecg è fatto di onde sempre più o meno simili che indicano la frequenza cardiaca. Ma questa frequenza non è sempre uguale, non è che se si registrano 60 battiti al minuto ogni battito è distanziato dall’altro da un secondo, no, è sempre un po’ più o un po’ meno. Questa ‘variabilità’ è positiva per il cuore. Tuttavia vi sono modi diversi per misurare le variabilità. Noi le abbiamo “rilette” con una tecnica statistico-matematica che ha richiesto la collaborazione di bioingegneri dell’Università di Pisa».







