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Neuroscienze

Sindrome bipolare: la diagnosi migliora con la risonanza magnetica?

I pazienti bipolari spesso vengono presi «soltanto» per depressi (la mania può manifestarsi dopo molto tempo). Per la diagnosi si guarda alle variazioni dell'amigdala

Non è facile distinguere tra depressione e disturbo bipolare, quando questo si presenta all’osservazione del medico. Più chiara, in un certo senso, era la denominazione precedente: disturbo maniaco-depressivo. La differenza tra le due malattie sta nell’apparire a un certo punto di una fase di mania. Ma questo chiarimento può avvenire a una distanza di tempo molto variabile.

 

TEMPI LUNGHI PER UNA DIAGNOSI CORRETTA 

Le statistiche internazionali dichiarano che il 60 per cento dei malati bipolari non riceve la diagnosi giusta, in quanto viene catalogato come affetto da depressione maggiore. In questi casi, a volte possono volerci anche dieci anni perché la malattia venga compresa. E curata correttamente, di conseguenza. E se nel cervello si potesse trovare un marcatore in grado di distinguere le due diverse malattie? Un gruppo di ricercatori dell’Università di Sidney (Australia) ritiene di averlo individuato nell’amigdala, un insieme di neuroni che ha un ruolo chiave nell’elaborare le emozioni. La si può vedere «reagire» - con un uso sofisticato della risonanza magnetica - se la persona sotto indagine cambia le espressioni facciali esprimendo rabbia o paura, tristezza o gioia, disgusto o felicità.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DEPRESSIONE? 

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