«E adesso? Chi si occuperà di loro?». Va alle sue pazienti rimaste in Afghanistan il pensiero di Bibi (nome di fantasia), la ginecologa che coordinava il Centro Fondazione Umberto Veronesi per la diagnosi del tumore al seno di Herat. Un ambulatorio aperto nel 2013 dopo un intenso lavoro, fortemente voluto da Umberto Veronesi («Per avere la pace, dobbiamo preparare la pace. Non bisogna più investire in armi, bisogna investire in ricerca e salute, le sole in grado di creare il nuovo mondo che tutti vogliamo»). Con altre 7 colleghe (fra cui anche tecniche radiologhe e di laboratorio, data manager e receptionist del centro), strette alle loro famiglie, Bibi è arrivata in Italia grazie all’aiuto del Governo, nelle drammatiche operazioni di evacuazione da un paese nel caos. Donne, operatrici sanitarie, impegnate a fianco della cooperazione occidentale, per loro la strada più sicura davanti all’avanzare dei Talebani è stata, purtroppo, quella che porta lontano dalle loro case.
Conflitto, salute e prevenzione: il prezzo che pagano le donne di Herat
Il Centro per la diagnosi del tumore al seno di Herat ha assistito 9.300 donne in otto anni. Ora è chiuso. La storia e il significato di un progetto fortemente voluto da Umberto Veronesi

Fai una donazione regolare
Per combattere i tumori femminili la ricerca ha bisogno di te
Articoli correlati
Tumore al seno: prevedere in anticipo le resistenze ai farmaciSapere in anticipo se un tumore al seno diventerà resistente a determinate cure potrebbe presto essere possibile. Ad affermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Nature a cui hanno contribuito i ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Dalle analisi è emerso che nei casi in cui sono presenti mutazioni nel gene BRCA2 sin dalla…
Tumore al seno: proseguire la terapia ormonale riduce recidive e metastasiNelle donne in pre-menopausa che hanno avuto un tumore al seno, proseguire la terapia ormonale oltre i classici 5 anni riduce ulteriormente le probabilità di recidiva e metastasi. Ad affermarlo è uno studio da poco pubblicato dalla prestigiosa rivista Journal of Clinical Oncology e coordinato dagli scienziati dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. In particolare,…
Screening mammografico: dall’età al rischioNon solo l’età. Lo screening mammografico, in futuro, potrebbe subire un notevole cambiamento nel criterio di selezione delle donne che si devono sottoporre alla mammografia. Diversi studi infatti stanno mostrando come il solo dato anagrafico sia insufficiente nello stimare le probabilità di intercettare la malattia in fase precoce. Ultimo in ordine di tempo è il…
Tumori in Italia: nel 2025 diagnosi stabili ma cala la mortalitàIn Italia nel 2025 si conferma un quadro stabile sul fronte delle nuove diagnosi di cancro: circa 390 mila casi stimati, in linea con l’anno precedente. A cambiare, però, è lo scenario complessivo. La mortalità oncologica continua a diminuire con dati migliori della media europea e cresce l’adesione agli screening oncologici. Restano invece ancora critiche…
Quando l’AI intercetta i tumori che sfuggono allo screeningUno studio britannico, che ha analizzato oltre 130.000 mammografie del programma triennale di screening, ha mostrato come l’intelligenza artificiale basata su deep learning possa aiutare a identificare le donne con un rischio più elevato di sviluppare un carcinoma mammario “di intervallo”, ossia quei tumori diagnosticati tra due mammografie di screening. Applicato retrospettivamente, l’algoritmo è riuscito…

