Mentre alcuni tumori sono abbastanza facili da individuare, lo stesso non si può dire per quelli che colpiscono il cervello. Per di più questi sono tra quelli con la prognosi più infausta, anche perché la diagnosi è spesso tardiva. Per far fronte a questa esigenza, però, si sta lavorando per arrivare a scoprire la malattia a partire da un esame del sangue. Attraverso una biopsia liquida, infatti, i ricercatori del Massachusetts General Hospital hanno individuato due mutazioni genetiche tipiche delle più comuni forme di tumore cerebrale, i gliomi. Le due mutazioni contribuiscono allo sviluppo di oltre il 60 per cento di tutti i gliomi e l’80 per cento dei gliomi maligni(i più aggressivi).
«FRAMMENTI» DEL TUMORE NEL SANGUE
I ricercatori statunitensi hanno fatto ricorso alla biopsia liquida, con cui si va alla ricerca frammenti del Dna del tumore nel sangue periferico. Una tecnica che non è nuova, e che già si è dimostrata utile per valutare la progressione (più che per fare diagnosi) di altre malattie oncologiche. Tuttavia «pescare» parti del Dna del tumore finora è stato problematico, per le malattie a carico del sistema nervoso centrale. «La biopsia liquida è una sfida nel caso di tumori del cervello perché le mutazioni del Dna sono nascoste nel sangue a un livello molto più basso rispetto a ogni altro tipo di tumore», ha spiegato Leonora Balaj, neurochirurgo del Massachussets General Hospital, tra gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research.








