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Oncologia

Perché la vaccinazione contro l’Hpv è utile nei maschi

Sono in crescita nell’uomo i tumori indotti dal papillomavirus umano (Hpv). La prevenzione per i soggetti a rischio e la copertura a tappeto. I consigli per le coppie

Il problema, nell’uomo, è spesso sottovalutato, invece l’infezione da papilloma virus umano (Hpv) è una realtà importante anche nella popolazione maschile. Si contrae per trasmissione sessuale e può essere causa in taluni casi di tumori anali e oro-faringei, ed in altri di lesioni benigne dell’apparato genitale. Si stima che, nell’arco della vita, circa il 73% degli uomini con un’età media di 33 anni, contrarrà una infezione da Hpv. Di queste la maggior parte avrà una risoluzione spontanea, una parte potrà invece dare adito a infezioni genitali croniche e solo la minoranza a un possibile tumore orofaringeo Hpv-associato, sebbene le stime indichino quest’ultima condizione in crescita nel prossimo quinquennio. Lo hanno denunciato gli esperti dell’Associazione Microbiologi Clinici Italiani in occasione del loro recente congresso nazionale, sensibilizzando alla necessità di una massiccia campagna di informazione. 

COME PREVENIRE L'INFEZIONE?

La prevenzione dell'Hpv è possibile anche nel maschio, con le stesse modalità femminili: un vaccino bivalente che protegge cioè dai genotipi oncogeni 16 e 18, possibile causa di sviluppo di tumori della cervice uterina nelle donne e in entrambi i sessi di tumori anali e orofaringei, o quadrivalente (l’unico ad oggi ad essere approvato per l’utilizzo nel maschio) la cui azione si estende anche ai genotipi 6 e 11 responsabili invece di lesioni benigne - come i condilomi - largamente diffusi nella popolazione generale, anch’essi da non sottovalutare e di cui è necessario diminuire la circolazione. «È poi già approvato dalla Food & Drug Administration - precisa Simona Venturoli, dell’unità operativa di microbiologia e virologia del Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna -, commercializzato negli Stati Uniti e presto in arrivo anche in Italia il vaccino nonavalente, efficace cioè contro i nove genotipi ad alto rischio e più frequentemente associati al carcinoma della cervice». Per i bambini maschi, come per le femmine, l’indicazione è sottoporsi alla vaccinazione a 11 anni circa, usufruendo dell’offerta gratuita in quelle regioni dove essa è già in vigore e dei regimi di co-pagamento, o ad effettuarla anche dopo l’inizio dell’attività sessuale. «La vaccinazione – commenta la dottoressa – non è in grado di azzerare totalmente il rischio di contrarre l’infezione da HPV, infatti protegge solo verso alcuni tipi di papillomavirus, ma ne riduce l’incidenza, proteggendo il maschio dalle forme tumorali del distretto genitale e oro-faringeo, cioè della testa collo, e anche dall’insorgenza di condilomi genitali».

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