Che cosa sono

L’utero è un organo cavo dell’apparato riproduttivo femminile, situato nella pelvi tra la vescica e il retto. È costituito dal corpo dell’utero, la parte principale, e dalla cervice o collo dell’utero, che mette in comunicazione la cavità uterina con la vagina. La parete interna del corpo è rivestita dall’endometrio, mentre quella muscolare è chiamata miometrio.
Nell’utero possono svilupparsi tumori benigni, come i fibromi, e tumori maligni, capaci invece di infiltrare i tessuti circostanti e diffondersi ad altre parti dell’organismo. Le principali forme maligne sono il carcinoma dell’endometrio, che nasce dal rivestimento interno dell’utero, il tumore della cervice uterina e i più rari sarcomi uterini, che originano dai tessuti muscolari o connettivi. Si tratta quindi di una famiglia di patologie differenti per origine, fattori di rischio e modalità di trattamento.
Chi è a rischio: cause e fattori di rischio
Non esiste una causa unica dei tumori dell’utero e i fattori di rischio cambiano in base alla forma considerata. Per il tumore dell’endometrio hanno particolare importanza l’età, l’esposizione agli estrogeni e alcuni fattori metabolici; per quello della cervice il principale fattore causale è invece l’infezione persistente da papillomavirus umano (HPV).
Tra i principali fattori associati a un aumento del rischio rientrano:
- età, soprattutto dopo i 50 anni per il carcinoma dell’endometrio, in quanto più si invecchia e maggiori sono le probabilità di accumulare mutazioni nelle cellule;
- condizioni che aumentano l’esposizione agli estrogeni, come menarca precoce/comparsa precoce delle mestruazioni, menopausa tardiva, assenza di gravidanze o alcune terapie ormonali;
- sovrappeso e obesità, che possono favorire un eccesso di estrogeni;
- diabete e ipertensione;
- precedente trattamento con tamoxifene;
- infezione persistente da HPV ad alto rischio oncogeno, specificamente per il tumore della cervice uterina;
- predisposizioni ereditarie, in particolare la sindrome di Lynch, associata a un maggiore rischio di tumore dell’endometrio.
Avere uno o più fattori di rischio non significa necessariamente sviluppare la malattia.
Sintomi dei tumori dell'utero
I sintomi dipendono dal tipo e dallo stadio della malattia. Il segnale più importante è rappresentato dai sanguinamenti vaginali anomali, ma possono comparire anche perdite insolite, dolore pelvico o, nelle forme più avanzate, disturbi urinari e intestinali.
Sanguinamenti uterini anomali: il segnale sentinella
Il sanguinamento anomalo è il sintomo più caratteristico del tumore dell’endometrio. Può presentarsi come perdita di sangue dopo la menopausa, sanguinamento tra una mestruazione e l’altra o cambiamento significativo del flusso mestruale. Nel tumore della cervice può comparire anche dopo i rapporti sessuali.
Nella maggior parte dei casi questi episodi dipendono da condizioni non tumorali, ma devono comunque essere valutati dal ginecologo.
Sintomi del tumore del corpo dell'utero
Circa il 90% delle donne in menopausa con tumore dell’endometrio presenta un sanguinamento vaginale anomalo, spesso come sintomo d’esordio della malattia. Altri possibili segnali sono perdite vaginali insolite, dolore pelvico o lombare, disturbi urinari o intestinali e perdita di peso non intenzionale, soprattutto nelle fasi più avanzate.
Sintomi del tumore della cervice uterina
Il tumore della cervice può essere asintomatico nelle fasi iniziali. Quando compaiono, i sintomi più comuni sono sanguinamenti vaginali anomali, anche dopo i rapporti sessuali, perdite insolite e dolore pelvico. Proprio perché la malattia può svilupparsi inizialmente senza disturbi, lo screening riveste un ruolo essenziale nella prevenzione.
È opportuno rivolgersi al ginecologo in presenza di sanguinamenti vaginali dopo la menopausa, perdite ematiche insolite rispetto al proprio ciclo mestruale, sanguinamenti dopo i rapporti o altri sintomi persistenti. La presenza di questi segnali non significa necessariamente avere un tumore, ma richiede un approfondimento per identificarne la causa.
Tumore dell’endometrio
Il tumore dell’endometrio è la forma più frequente tra i tumori del corpo dell’utero e si sviluppa dal tessuto che ne riveste internamente la cavità. Colpisce soprattutto dopo la menopausa ed è associato in particolare a una prolungata esposizione agli estrogeni, obesità, diabete, ipertensione e, in alcuni casi, predisposizioni ereditarie come la sindrome di Lynch.
Il segnale più caratteristico è il sanguinamento vaginale anomalo, che tende a comparire precocemente e permette spesso di diagnosticare la malattia quando è ancora confinata all’utero. Gli accertamenti possono comprendere ecografia transvaginale, isteroscopia e biopsia. Il trattamento principale è generalmente la chirurgia, eventualmente associata, in base alle caratteristiche della neoplasia, a radioterapia, chemioterapia, terapia ormonale o altri trattamenti sistemici.

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Tumore della cervice uterina
Il tumore della cervice uterina nasce nella parte inferiore dell’utero ed è legato nella grande maggioranza dei casi a un’infezione persistente da HPV ad alto rischio oncogeno. L’infezione è molto comune e nella maggior parte delle persone viene eliminata spontaneamente; solo una piccola quota delle infezioni persistenti può, nel corso degli anni, determinare alterazioni precancerose e successivamente un tumore.
Nelle fasi iniziali può non causare sintomi. Per questo la vaccinazione anti-HPV e lo screening con HPV DNA test e Pap test rappresentano strumenti fondamentali di prevenzione. Quando la malattia diventa sintomatica possono comparire sanguinamenti anomali, perdite insolite e dolore pelvico. La terapia varia in funzione dello stadio e può comprendere chirurgia, radioterapia, chemioterapia o trattamenti combinati.
Tumori stromali e sarcomi uterini
I sarcomi uterini sono neoplasie rare che originano dal miometrio, cioè dal tessuto muscolare dell’utero, o dallo stroma endometriale, il tessuto connettivo che sostiene l’endometrio. Le principali forme comprendono il leiomiosarcoma, il sarcoma stromale endometriale e altre forme meno comuni. Il carcinosarcoma presenta invece caratteristiche sia carcinomatose sia sarcomatose ed è oggi considerato biologicamente più vicino ai carcinomi. I sintomi possono comprendere sanguinamento anomalo, dolore pelvico e aumento del volume uterino; il trattamento è prevalentemente chirurgico.
Diagnosi: come si scoprono i tumori dell'utero
Il percorso diagnostico dipende dalla sede e dai sintomi. In presenza di sanguinamenti anomali, la visita ginecologica rappresenta il primo passaggio. Per il tumore del corpo dell’utero, l’ecografia transvaginale permette di valutare l’endometrio; se emergono anomalie si può procedere con l’isteroscopia, che consente di osservare direttamente la cavità uterina e di eseguire una biopsia. L’esame istologico del tessuto permette di confermare la diagnosi.
Per la cervice uterina, Pap test e HPV DNA test permettono di individuare alterazioni cellulari o infezioni da HPV ad alto rischio e, quando necessario, sono seguiti da colposcopia e biopsia.
Dopo una diagnosi di tumore possono essere utilizzate risonanza magnetica, TC e PET per valutarne l’estensione. La stadiazione dei tumori ginecologici segue la classificazione FIGO (Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia), che distingue le forme confinate all’organo da quelle progressivamente estese ai tessuti circostanti, ai linfonodi o ad altri organi.
Trattamento e terapie
La scelta del trattamento dipende da tipo di tumore, stadio, caratteristiche biologiche e molecolari, età e condizioni generali. Per i tumori del corpo dell’utero la terapia principale è generalmente la chirurgia, che prevede l’asportazione dell’utero – isterectomia – spesso insieme a tube e ovaie e, quando indicato, la valutazione dei linfonodi.
A seconda del rischio di recidiva e dell’estensione della malattia possono essere utilizzate radioterapia e chemioterapia. In alcune forme di tumore dell’endometrio sensibili agli ormoni può essere indicata la terapia ormonale. Nelle forme avanzate o recidivanti, la caratterizzazione molecolare del tumore permette inoltre di valutare l’impiego di immunoterapia e terapie a bersaglio molecolare.
Nel tumore della cervice la strategia può comprendere chirurgia nelle forme iniziali e combinazioni di radioterapia e chemioterapia negli stadi più avanzati.
Le cure possono avere conseguenze sulla fertilità, sulla funzione ormonale e sulla sessualità. Nelle persone più giovani è quindi importante affrontare prima delle terapie le possibilità di preservazione della fertilità e, durante e dopo il trattamento, poter accedere quando necessario a supporto ginecologico, sessuologico e psico-oncologico.
Prevenzione e diagnosi precoce
Le possibilità di prevenzione variano in base al tipo di tumore. Per la cervice uterina, la vaccinazione anti-HPV rappresenta il principale strumento di prevenzione primaria ed è raccomandata a ragazze e ragazzi a partire dagli 11 anni. Lo screening cervicale con Pap test e HPV DNA test consente invece di individuare precocemente infezioni persistenti e lesioni precancerose; in Italia è offerto gratuitamente nell'ambito dei programmi organizzati, con modalità definite anche a livello regionale.
Per il tumore dell’endometrio non esiste uno screening di popolazione specifico. Mantenere il peso nella norma, svolgere attività fisica e controllare condizioni come obesità, diabete e ipertensione può contribuire a ridurne il rischio.
È inoltre importante aderire ai programmi di screening previsti per la propria età e rivolgersi al ginecologo in presenza di sintomi anomali, senza attendere il successivo controllo programmato.
Quanto sono diffusi i tumori dell’utero in Italia
In Italia, secondo i dati del Registro AIOM-AIRTUM, il tumore dell’endometrio è tra i cinque tumori più comuni nelle donne, con circa 8.700 nuovi casi l’anno. Il tumore della cervice uterina è meno frequente, con circa 2.400 nuovi casi l’anno, ma è uno dei pochi tumori prevenibili tramite vaccinazione e per il quale è previsto uno screening.
I sarcomi uterini, infine, rappresentano meno del 5% di tutte le neoplasie uterine, ma sono clinicamente significativi per la loro aggressività.
[Dati AIOM - Associazione Italiana Oncologia Medica pubblicati in “I numeri del cancro in Italia - 2024”]
Nota bene: Le informazioni fornite non sostituiscono il parere di uno specialista. Per valutazioni personalizzate, è fondamentale consultare un medico.
6 domande frequenti sui tumori dell'utero
Nella maggior parte dei casi no. Esistono però predisposizioni genetiche che aumentano il rischio di alcuni tumori dell’utero, come il carcinoma dell’endometrio. La più importante è la sindrome di Lynch, associata anche a un maggiore rischio di tumore del colon-retto e di altre neoplasie.
Le possibilità di cura dipendono dal tipo di tumore, dallo stadio e dalle sue caratteristiche biologiche. Se diagnosticato precocemente, soprattutto nelle forme localizzate, si hanno buone possibilità di trattamento.
Dipende dal trattamento. L’isterectomia impedisce una futura gravidanza, ma in alcuni casi molto selezionati di tumore iniziale dell’endometrio o della cervice possono essere valutate strategie conservative della fertilità. È importante discuterne con gli specialisti prima di iniziare le cure.
Il tumore della cervice nasce nel collo dell’utero ed è strettamente associato all’infezione persistente da HPV. Il tumore dell’endometrio nasce invece nel rivestimento interno del corpo dell’utero ed è associato soprattutto a età, fattori ormonali e metabolici. Sono quindi due malattie distinte.
La maggior parte dei tumori dell’utero sono più frequenti dopo i 50 anni e dopo la menopausa. Tra questi, il tumore della cervice tende invece a comparire più precocemente ed è più frequente tra i 35 e i 55 anni, anche se può manifestarsi anche in età successive.
No. L’infezione persistente da HPV ad alto rischio è la principale causa del tumore della cervice uterina, ma non è considerata la causa del carcinoma dell’endometrio o dei sarcomi uterini. I diversi tumori dell’utero hanno infatti origini e fattori di rischio differenti.




