Il limite, in molti casi, è già stato superato. Ma quella in corso potrebbe essere una fase di svolta per la gestione della terapia ormonale adiuvante indicata alle pazienti operate di tumore al seno: nello specifico le forme ormono-dipendenti, pari al 75 per cento delle nuove diagnosi. In molti casi la soluzione, adottata per ridurre il rischio di recidiva della malattia, risulterebbe più efficace con un allungamento dei tempi di somministrazione: dagli attuali cinque ad almeno dieci.
CONFERME A CINQUE ANNI
La notizia giunge da un'ampia metanalisi pubblicata sul New England Journal of Medicine in cui sono stati presi in considerazione i dati tratti da 88 studi clinici: per un totale di oltre 62mila donne coinvolte, tutte colpite da un tumore sensibile ai recettori estrogenici. Le pazienti - una volta trattate chirurgicamente e in alcuni casi con chemio e radioterapia - avevano iniziato la terapia ormonale adiuvante, così come da prassi. Obiettivo: distruggere eventuali cellule tumorali ancora presenti e non uccise con il trattamento iniziale. Il focus è stato rivolto a quelle donne che, dopo cinque anni di terapia adiuvante con tamoxifene o inibitori delle aromatasi assunti per via orale, non avevano visto ricomparire la malattia. Ma prolungando l'osservazione, in molti casi lo scenario è risultato diverso.







