Tumore seno: un test genetico per capire quando la chemioterapia non serve
In oltre il 70% delle forme iniziali di tumore al seno la chemioterapia può essere evitata. Un test genetico per individuarle. I risultati presentati al congresso ASCO
DA CHICAGO - Nel trattamento delle forme precoci del tumore al seno la chemioterapia dopo l'intervento di rimozione non è sempre la scelta migliore. Anzi, nel 70% dei casi - individuati grazie ad un test genetico (TAILORx) - potrebbe essere evitata senza nessuna conseguenza sul rischio di sviluppare una recidiva. Un risultato importante dall'immediata ricaduta clinica poiché molte donne potranno evitare i pesanti effetti collaterali della chemioterapia. I dati sono stati presentati al congresso ASCO di Chicago, il principale meeting mondiale dedicato alla lotta ai tumori.
EVITARE LE RECIDIVE
Una delle strategie più diffuse per evitare il rischio di sviluppare recidive nel tumore al seno prevede la somministrazione, immediatamente dopo l'intervento, di una terapia adiuvante a base di chemioterapia e terapia ormonale. L'obbiettivo principale è quello di ridurre al minimo la possibilità che la malattia si ripresenti eliminando le potenziali cellule tumorali presenti in circolo. Questo approccio negli anni ha portato ad una netta riduzione nel numero di recidive.