Tumore del pancreas: la chemio può fare la differenza, ma si usa poco
La chemioterapia neoadiuvante (preoperatoria) dà maggiori probabilità di successo dell'intervento nei pazienti colpiti da un tumore del pancreas localmente avanzato
La chemioterapia neodiuvante - ovvero il trattamento farmacologico proposto prima dell'intervento chirurgico - può fare la differenza nei pazienti colpiti da un tumore del pancreaslocalizzato alla ghiandola e non troppo esteso. Ma nonostante le evidenze crescenti raccolte negli ultimi anni, è un'opportunità terapeutica a cui in Europa si ricorre di rado o comunque «a macchia di leopardo»: con una ripercussione sui tassi di sopravvivenza delle persone colpite da una delle più aggressive neoplasie, di cui il 15 novembre si celebra la giornata mondiale. Eppure, come dimostrato pochi mesi fa da una ricerca condotta da un gruppo di esperti italiani, il trattamento pre-chirurgico con un «cocktail» di farmaci citotossici è potenzialmente in grado di raddoppiare le chance di sopravvivere a una malattia che presenta tassi elevati di mortalità (92 per cento dopo cinque anni).
L'istantanea è stata scattata da un gruppo di ricercatori europei e riprodotta attraverso le colonne della rivista Annals of Surgical Oncology. Gli scienziati hanno raccolto i dati inseriti nel registro del consorzio Eurecca (Registro europeo delle cure oncologiche) da cinque Paesi (Belgio, Olanda, Slovenia, Ucraina, Bulgaria), due realtà locali (Catalogna e Monaco di Baviera) e un singolo centro (Humanitas di Milano), con l'obiettivo di studiare le differenze nell'accesso alle cure e migliorare (di conseguenza) le probabilità di sopravvivere alla malattia in maniera uniforme nel Vecchio Continente. L'attenzione è stata rivolta ai pazienti (2052) che, tra il 2012 e il 2013, avevano ricevuto una diagnosi di tumore del pancreas in stadio 1 o 2 (la maggior parte). Dall'analisi mirata a valutare la sopravvivenza globale, la mortalità a novanta giorni dall'intervento e l'accesso alla chemioterapia preoperatoria, sono emerse notevoli differenze tra le realtà.