Camilla De Fazio
Giornalista pubblicista. Laureata in Biotecnologie con specializzazione in Neuroscienze, ha studiato giornalismo e comunicazione scientifica presso l'Università Diderot di Parigi. Scrive dal 2018 per diverse testate, cartacee e online, specialistiche e divulgative, occupandosi principalmente di salute, medicina, farmaci e politica sanitaria.
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MagazineSclerosi multipla: segnali fino a 15 anni prima della diagnosi
La sclerosi multipla potrebbe avere inizio molto prima di quanto si pensi, con prime manifestazioni aspecifiche che precedono di circa 15 anni i sintomi clinici e la diagnosi. Lo suggeriscono diverse evidenze cliniche e lo dimostra ora uno studio pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Network Open. LO STUDIO Gli autori hanno seguito oltre duemila persone… MagazineUdito e cervello: intervenire presto riduce il rischio demenza
Prendersi cura dell’udito in modo proattivo – ad esempio usando apparecchi acustici quando indicati – potrebbe ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza negli anziani. Diverse ricerche lo hanno suggerito negli ultimi anni e un nuovo studio pubblicato su JAMA Neurology lo conferma: chi soffre di ipoacusia lieve o moderata e inizia a usare… MagazineDepressione post partum: individuarla precocemente è possibile?
Ancora oggi la depressione viene spesso percepita non tanto come una vera e propria malattia, quanto come una mancanza di volontà o di capacità da parte della persona di reagire e “tirarsi su”. Lo stigma è ancora più marcato nei casi di depressione perinatale e post partum: colpisce vedere una madre che non riesce a… MagazineAlzheimer: l’istruzione non basta, ma può ritardare la malattia
Un cervello attivo è un cervello che sarà in grado di proteggersi meglio dai danni procurati dall’Alzheimer. Su questo sono tutti d’accordo, grazie a diversi studi che suggeriscono una correlazione tra una maggiore istruzione da giovani e un ridotto rischio di sviluppare demenza durante la vecchiaia. Una ricerca pubblicata di recente dalla rivista JAMA Neurology… MagazineTMS contro la depressione: rapida, mirata e su misura
La stimolazione magnetica transcranica (TMS) è una terapia approvata da anni in Europa e in Italia per il trattamento della depressione resistente ai farmaci, ma nel nostro Paese è ancora poco diffusa. La sua efficacia si attesta intorno al 60-65%, ma – come per ogni terapia – i risultati possono variare da persona a persona.… MagazineSonno disturbato e stress: un legame a doppio filo
Dormire bene quando si è stressati è spesso difficile. E quando il sonno è disturbato, anche la memoria ne risente. Ce ne accorgiamo per esperienza diretta: basti pensare ai periodi di forte ansia durante l’università o in vista di una scadenza lavorativa, in cui l’insonnia rende più complicato apprendere e ricordare. A confermare questi effetti… MagazineC’è un legame tra autismo e Parkinson?
Un nuovo studio condotto in Svezia e pubblicato su JAMA Neurology suggerisce che le persone con disturbo dello spettro autistico potrebbero avere un rischio maggiore di sviluppare la malattia di Parkinson. Ma l’associazione, seppur interessante, è ancora tutta da dimostrare. I dati, infatti, sollevano diversi dubbi. Per provare a capire i limiti di questa possibile… MagazineEpilessia: l’innovazione c’è, mancano i percorsi per portarla ai pazienti
Negli ultimi anni la ricerca sull’epilessia ha compiuto passi importanti, tanto da promettere un cambio di paradigma nella gestione della malattia. Sono stati identificati centinaia di geni coinvolti nella sua insorgenza e sviluppate terapie mirate per alcune forme genetiche. Tuttavia, almeno nel nostro Paese, non si osserva un miglioramento tangibile per i pazienti. Lo sottolinea… MagazineStaminali per la cura del Parkinson: tra ottimismo e prudenza
Le terapie cellulari a base di cellule staminali rappresentano un approccio promettente per il trattamento della malattia di Parkinson. L’idea è quella di sostituire i neuroni dopaminergici degenerati, affrontando così la causa primaria dei sintomi motori della malattia. Ad aprile di quest’anno, la rivista Nature ha pubblicato i risultati di due studi – uno giapponese… MagazineAlzheimer, quanto conta la genetica? Tra DNA e nuovi farmaci
Nel 95% dei casi l’Alzheimer non è causato da mutazioni ereditarie, ma la genetica ha comunque un ruolo centrale: analizzare il DNA può aiutare a stimare il rischio di ammalarsi e a personalizzare l’uso dei nuovi anticorpi anti-amiloide. È quanto sottolinea un recente studio pubblicato su Neurology Genetics, che fa il punto sulle conoscenze attuali.…