Frutta, verdura, fibre, antiossidanti e vitamine: sono questi gli ingredienti propri della dieta mediterranea che sembrano favorire il controllo e perfino il miglioramento di alcune capacità funzionali - dal movimento fino alla respirazione - in pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica. Sono i risultati di uno studio americano condotto da ricercatori della Mailman School of Public Health presso la Columbia University di New York, pubblicato sulla rivista JAMA Neurology.
LO STUDIO
Poco più di 300 volontari con una età media di 63 anni, cui erano comparsi i sintomi della SLA da circa 18 mesi o anche meno. È il campione di popolazione nel quale un gruppo di ricercatori del dipartimento di epidemiologia della Columbia University ha indagato la relazione fra dieta, influenza e sviluppo di malattie neurodegenerative. In particolare della sclerosi laterale amiotrofica, una patologia grave che colpisce specifici neuroni (motoneuroni) della corteccia cerebrale, causando progressiva rigidità e contrazione muscolare, graduale debolezza dovute alla diminuzione della dimensione dei muscoli fino a causare nelle fasi terminali l’incapacità di parola, deglutizione e respirazione. Tutti i partecipanti inclusi nel trial clinico sono stati così invitati a compilare un questionario circa le proprie abitudini alimentari, riferendo anche precise disabilità misurate con un test specifico (con l'ALS Functional Rating Scale-Revised), compresa quella respiratoria secondo la capacità vitale forzata (la massima quantità di aria mobilizzata nell’atto respiratorio).






