La leucemia linfoblastica acuta a cellule B è una malattia tumorale del sangue a rapida progressione che inizia quando i linfociti B, un sottotipo di globuli bianchi, vanno incontro a trasformazione neoplastica del midollo osseo. Questa moltiplicazione incontrollata fa si che le cellule maligne si accumulino, bloccando la normale produzione di cellule del sangue e compromettendo la produzione di globuli rossi, bianchi e piastrine.
Sebbene a oggi siano stati fatti moltissimi progressi nel loro trattamento, circa il 20 per cento dei bambini con leucemia linfoblastica acuta va incontro a ricadute, con prognosi spesso infauste. Perché esiste questa frazione di leucemie più aggressive? Quali sono i meccanismi molecolari che regolano questo comportamento e limitano l’efficacia delle cure?
A queste domande proverà a dare risposta Alice Cani, biotecnologa e ricercatrice presso l'Istituto di Ricerca Pediatrica - Città della Speranza di Padova, che si occupa di meccanismi di comunicazione tumorale nelle leucemie. Il suo lavoro verrà sostenuto per tutto il 2021 grazie al sostegno di una borsa di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi nell’ambito del progetto Gold for Kids, dedicato ai tumori dell’età infantile e pediatrica.






