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Cardiologia

Giù il colesterolo, ancora di più

pubblicato il 08-02-2012
aggiornato il 20-06-2017

Il colesterolo perde quota. I valori del colesterolo totale, che comprende quello Ldl detto “cattivo” e quello Hdl detto buono”, è di 190. Le quote ammesse a seconda dello stato di salute per il solo colesterolo cattivo, Ldl, vanno da 160 a 70

Giù il colesterolo, ancora di più

Le nuove linee guida europee abbassano il livello di colesterolo massimo consentito dei grassi nel sangue a 190.

Ma più importante ancora, afferma il presidente della Società Italiana di Cardiologia, è guardare all’Ldl, la parte cosiddetta “cattiva”: qui i valori ammessi a seconda dello stato di salute vanno da 160 a 70

Il colesterolo perde quota. Dove perdere quota, massimo 190 quello totale ammesso, non più 200 o 220 come molti pazienti si ostinano a credere che vada bene.

Già s’è abbassata tempo fa l’asticella della glicemia, massimo a 100 e non più a 110 com’era, altrimenti si va presto in zona diabete (a 126). Il paziente (noi tutti, a dire il vero) si sente perseguitato da una “intolleranza” crescente, impossibilitato a sentirsi in regola dagli obblighi che sfidano la buona volontà continuando ad aumentare e incombendo in primo luogo sulla dieta: non bere alcol, non mangiare questo, non mangiare quest’altro, devi alzarti da tavola sentendo fame… «Basta, ma cosa pretendono?!» sbotta qualcuno.

Ma le linee guida europee sono impersonali e avanzano il loro diktat (per il nostro bene, sia chiaro) insensibili a rimostranze o contrattazioni.

Dunque la quota massima fissata dalla Società Europea di Cardiologia per il colesterolo totale, che comprende quello Ldl detto “cattivo” e quello Hdl detto buono”, è di 190.

UNA FELICE ECCEZIONE

Va schiusa subito una piccola finestra per una maggiore tolleranza: se non si ha alcun fattore di rischio si può allargarsi fin sotto i 220.

Ma, attenzione, tra i fattori di rischio c’è il fumo, ci sono il sovrappeso, l’ipertensione, a parte le altre più gravi disfunzioni che elencheremo più sotto insieme con il professor Salvatore Novo, presidente della Società Italiana di Cardiologia e ordinario di Malattie Cardiovascolari all’Università di Palermo.

«Più che al valore totale, a me pare più importante guardare al cosiddetto colesterolo “cattivo”», esordisce. «Perciò ritengo più significativo guardare a quanto già deciso in Italia, nel luglio scorso, con la nuova Nota 13 dell’AIFA sui casi permessi di erogazione gratuita, a spese del SSN, delle statine».

Col professor Novo passiamo in rassegna la normativa che indica pure, a secondo dei casi, quali statine assumere, in prima o in seconda scelta, e nei casi più complessi in associazione con l’ezetimibe.

I VALORI AMMESSI DI LDL

Dunque, il livello massimo di Ldl deve mantenersi uguale o inferiore a 160 se la persona non presenta alcun fattore di rischio. Inferiore a 130 in presenza di due fattori di rischio.

  • Meno di 100 in presenza di rischio alto come diabete o un insieme di quattro o cinque fattori di rischio, come a esempio nella Sindrome Metabolica (obesità addominale, HDL-C < 40 negli uomini e < 50 mg% nelle donne, trigliceridi > 150 mg%, glicemia a digiuno > 100 mg%, ipertensione arteriosa)
  • Meno di 70 se si tratta di persone che hanno già subito un infarto o un ictus o un altro accidente cardiovascolare.

«A proposito di quest’ultimo dato vanno purtroppo segnalati i dati di una Survey della Società Europea di Cardiologia (Euroaspire III, 2006) dimostrante che ben il 47,5% di quanti hanno avuto un infarto o un ictus oppure fatto un’angioplastica non riesce a raggiungere e a tenersi sotto quota 70 dell’Ldl», commenta il professor Salvatore Novo. «Un fatto positivo da citare per contrasto è che dopo l’emanazione della Nota 13 sulle statine gratuite c’è più gente che si cura e meglio».

Quanti hanno bisogno di curarsi e non lo fanno raggiungono cifre alte. Secondo l’Istituto Superiore della Sanità il 23% delle donne e il 21% degli uomini hanno un colesterolo totale molto alto e rispettivamente il 34% e 37% si tengono in zona sospetta tra 200 e 240. Secondo un altro ente rilevatore di dati, l’Istat, ben il 20% degli italiani non ha mai fatto un esame per il colesterolo.

Professor Novo, si parla sempre di abbassare il colesterolo cattivo. Ma perché, per contrastarlo, non si punta ad alzare il colesterolo “buono”?

«Ci sono ben pochi metodi per alzarlo», è la risposta. «L’attività fisica quotidiana e il bere un bicchiere di vino per pasto, specie se rosso, possono dare incrementi del 10-20%.

Le statine riescono ad elevarlo solo del 5-10%, che è poco.

Di recente con l’acido nicotinico più un inibitore delle prostaglandine si hanno risultati migliori. Ma non ancora soddisfacenti. Farmaci nuovi e promettenti sono alla studio, alcuni già in fase avanzata. Qui sta il domani».

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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