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Cardiologia

OMS: ecco le dieci sfide per la salute globale nel 2019

pubblicato il 17-01-2019

Le minacce più urgenti da affrontare per un mondo in salute. Accanto a inquinamento, pandemie, scarsa attività fisica e fumo di sigaretta, anche lo scetticismo verso le vaccinazioni

OMS: ecco le dieci sfide per la salute globale nel 2019

Parte dal 2019 il piano strategico dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) per migliorare la salute del mondo. E gli obiettivi sono di quelli alti: nei prossimi cinque anni si vuole assicurare che un miliardo di persone in più abbiano copertura sanitaria universale; un miliardo di persone in più siano protette dalle emergenze sanitarie; un miliardo di persone in più possano godere di salute e benessere.

Gli ostacoli per arrivarci sono molti, ma l'OMS ne ha identificati 10 particolarmente insidiosi, che vanno affrontati da subito. Alcuni potrebbero sorprendere.

1- Sono l'aria inquinata e il cambiamento climatico la prima minaccia di cui dovremmo preoccuparci. Nove persone su dieci nel mondo vivono in luoghi in cui si respirano inquinanti ogni giorno; le stime parlano di un minimo di 7 milioni di morti ogni anno per malattie dovute all'inquinamento atmosferico, fra tumori, ictus, infarti e malattie respiratorie. La stragrande maggioranza in paesi poveri, dove ci si ammala di più e si hanno meno possibilità di essere curati. Da dove arriva l'inquinamento? Emissioni da industria, trasporti, agricoltura, riscaldamento domestico. Cause in parte comuni con la catastrofe del cambiamento climatico. Che c'entra il clima con la salute? L'OMS stima che fra il 2030 e il 2050 causerà 250.000 vittime in più ogni anno per malnutrizione, malaria, diarrea e malori da calore.

 2- Oggi in 7 casi su dieci le persone muoiono per malattie croniche, come diabete, tumori, malattie cardiovascolari. Sono malattie in aumento, soprattutto per fattori di rischio ben conosciuti, come il fumo, l'inattività fisica, l'alcol, una dieta sbagliata e l'inquinamento dell'aria.  E sono fattori di rischio in gran parte modificabili, che stanno disegnando il confine di nuove diseguaglianze globali. 

3 - "Il mondo affronterà un'altra pandemia influenzale. L'unica cosa che non sappiamo è quando colpirà e quanto sarà grave". Così l'OMS spiega le ragioni di una rete di sorveglianza per l'influenza, costantemente attiva, che coinvolge 153 istituzioni in 114 paesi. Ogni anno vengono identificati i ceppi circolanti in base ai quali viene composto il vaccino stagionale per proteggere la popolazione. In caso di pandemia, esistono programmi pronti ad essere attivati tempestivamente per la diagnosi, la profilassi e la terapia.

4 - Un'assistenza sanitaria di base è attualmente un miraggio per un miliardo e seicentomila persone. Uomini, donne e bambini che vivono in aree definite "fragili" a causa di conflitti, carestie, siccità, migrazioni. Rappresentano il 22 per cento della popolazione mondiale e necessitano di programmi di intervento per fare fronte alle emergenze e per garantire le cure e la prevenzione essenziali, a partire dall'immunizzazione contro le malattie infettive più pericolose.

5 - L'hanno definita una delle emergenze del ventunesimo secolo: gli antibiotici che hanno rivoluzionato la storia della medicina, insieme a antivirali e antimalarici, funzionano sempre meno. Batteri, funghi, virus e parassiti sviluppano la capacità di sopravvivere a questi farmaci e malattie come tubercolosi, salmonellosi, gonorrea, polmonite, rischiano di diventare non curabili. La resistenza agli antibiotici rischia di avere un impatto durissimo su procedure mediche come la chirurgia o la chemioterapia, nelle quali è indispensabili prevenire le infezioni. Ogni anno circa 10 milioni di persone si ammalano di tubercolosi, nel 2017 l'OMS ha segnalato circa 600.000 casi di resistenza alla rifamicina, il farmaco più usato. In Europa le stime parlano di 33.000 vittime l'anno per antibioticoresistenza. Spesso si parla di multiresistenza, ovvero di resistenza a più farmaci. La causa? Un uso eccessivo ed errato di antimicrobici in medicina ma anche negli allevamenti per la produzione alimentare. La risposta? Occorre migliorare l'informazione di tutti, educare a un uso corretto degli antibiotici e ridurre il rischio di infezioni.

6 - Ebola guida la lista dei patogeni ad alto rischio per i quali la comunità scientifica internazionale si sta attrezzando: il 2019 sarà un anno di "preparazione per le emergenze sanitarie" contro cui di fatto non esistono vaccini e terapie efficaci e che si possono sviluppare soprattutto nelle grandi aree urbane. Oltre a Ebola vengono monitorate altre febbri emorragiche, Zika, Nipah, MERS-CoV (o sindrome respiratoria mediorientale da coronavirus), SARS e - aggiunge - l'OMS, la "malattia X": un patogeno ancora sconosciutoche può scatenare un'epidemia. 

7 - Molti paesi mancano di un sistema sanitario in grado di offrire le cure primarie alla popolazione secondo criteri di universalità e accessibilità. La mancanza di fondi e la carenza di programmi estensivi sono gli ostacoli da affrontare nel corso dell'anno che si apre.

8 - Le vaccinazioni contro malattie infettive devastanti oggi prevengono fra i due e i tre milioni di morti premature; ma un milione e mezzo in più potrebbero essere salvati se la copertura vaccinale fosse più estesa. L'OMS include fra i rischi per la salute globale anche l'esitazione vaccinale (scetticismo, incertezza, riluttanza, indecisione o ritardi che portano a non vaccinare se stessi o i propri bambini). In alcuni Paesi si è assistito a un ritorno di malattie infettive prima marginali. I casi di morbillo sono aumentati del 30%, non solo a causa dell'esitazione vaccinale, ma la possibilità di essere immunizzati resta uno strumento straordinario di prevenzione e di salute, nonchè un atto di responsabilità verso la comunità in cui si vive. La tutela o ricostruzione della fiducia verso i vaccini, la disponibilità di informazioni corrette e comprensibili sono obiettivi cruciali. In particolare, l'OMS si propone di concentrare gli sforzi per debellare l'infezione da HPV, causa dei tumori del collo dell'utero e di altri tumori del cavo orale e dell'area genitale; per contenere la poliomielite, che si spera di fermare anche laddove è ancora presente, in Afghanistan e Pakistan. 

9 - Le zanzare rappresentano ancora una minaccia seria. In particolare, aumentano le vittime di dengue, una malattia a cui è esposto il 40 per cento della popolazione mondiale. L'OMS si propone di ridurre le vittime di dengue del 50% entro il 2020.

10 - Dagli anni '80 ad oggi sono stati fatti passi da gigante nella terapia per le persone colpite da HIV, 22 milioni di persone (su circa 37 che convivono con l'infezione) sono in trattamento con farmaci antiretrovirali che permettono di controllare l'infezione e ritardare o scongiurare l'evoluzione in AIDS. Si sono fatti progressi sulla prevenzione, i test sono sempre più diffusi e alcuni farmaci permettono di evitare la trasmissione nelle persone a rischio. Però l'epidemia è tutt'altro che sotto controllo, si calcola che nell'Africa sub-sahariana, un quarto delle nuove infezioni riguardino ragazze giovanissime. Nel 2019 l'impegno dell'OMS si concentrerà nel promuovere gli auto-test, anche sui luoghi di lavoro, per sensibilizzare alla prevenzione e permettere alle persone con HIV di accedere tempestivamente ai trattamenti.

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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