Le demenze si possono prevenire agendo su 12 fattori di rischio
Alla lista dei 9 fattori di rischio già noti per le demenze, si aggiungono l'eccessivo consumo di alcolici, i traumi cerebrali e l'inquinamento atmosferico
Le demenze - al di là delle sfaccettature che le differenziano - sono malattie al momento prive di terapie efficaci. Ragion per cui, non potendo tornare indietro, la prevenzione (più della diagnosi precoce) è l'arma più efficace di cui disponiamo per evitare (o rimandare) l'appuntamento con una malattia neurodegenerativa. Tenendo sotto controllo alcuni fattori di rischio (12), potrebbero essere evitate almeno 4 diagnosi su 10. È questo quanto ribadito dai 28 componenti della commissione della rivista The Lancet che fornisce le linee guida per la prevenzione e la cura delle demenze. Snocciolando numeri reali, considerando che le demenze colpiscono quasi 50 milioni di persone nel mondo e che si stima di poter arrivare a 150 milioni di malati entro il 2050, 40 milioni di nuove diagnosi potranno essere evitate da qui alla metà del secolo. Ecco come.
La Commissione della rivista The Lancet ha confermato la necessità di intervenire su nove fattori di rischio già posti in risalto nel 2017. Nello specifico, secondo gli esperti, l'ipertensione, l'ipoacusia (non curata), il fumo di sigaretta, la sedentarietà, l'obesità (ancora più grave se già in presenza di diabete) e la scarsa istruzione erano già (e sono tuttora) delle condizioni in grado di spianare la strada all'insorgenza di una demenza (di cui l'Alzheimer è la forma più frequente). Quello che oggi si sa con certezza è che la prevenzione di queste condizioni deve iniziare il prima possibile, senza pensare che preoccupazioni di questo tipo debbano riguardare soltanto gli anziani. «La riserva cognitiva va coltivata fin dai primi anni di vita», avvertono gli autori: chiaro il riferimento al ruolo dell'istruzione, considerata un fattore determinante per la salute (non soltanto cerebrale). Ormai è chiaro che le strategie per non cadere nella rete delle malattie neurodegenerative devono essere messe in atto fin da subito. Detto ciò, correggere alcune abitudini anche nel corso dell'età adulta è comunque più efficace rispetto al non farlo proprio.
LE MALATTIE NEURODEGENERATIVE POSSONO ESSERE PREVENUTE?