Dona ora
Oncologia

Curcuma: non solo giallo

La curcuma è una spezia antiossidante dalle potenziali proprietà antinfiammatorie e antitumorali

LA CURCUMA

La curcuma ha un colore caldo e brillante e un tipico sapore pungente. Ma i benefici di questa spezia orientale non si fermano qui: potrebbe infatti far bene contro diabete, colesterolo alto, obesità, in ragione delle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Probabile anche un’azione di rallentamento nei confronti dei tumori.

Si dice curcuma, ma si coniuga in vari modi. Diverse sono le specie, di cui la più usata in commercio è la “curcuma longa”. Si vende pura, ma circola molto come ingrediente principale del curry.

E’ una spezia, ma nell'antichità era nota per avere grandi proprietà medicamentose, in special modo antinfiammatorie.

Utilizzarla in cucina potrebbe dunque rivelarsi utile non soltanto dal punto di vista del gusto, ma anche per i suoi potenziali vantaggi per la salute. 

PROPRIETÀ E BENEFICI DELLA CURCUMA

Vediamone i componenti, per prima la curcumina (il principale
componente biologicamente attivo), da cui il nome e cui si deve il caldo colore giallo. Ricerche cliniche eseguite negli ultimi anni, confermano le notevoli proprietà anticancerogene, antinfiammatorie e antiossidanti della curcumina. Inoltre recentemente è stato dimostrato anche un potenziale effetto neuroprotettivo della curcumina stessa. 

Il sapore pungente tipico viene invece dal turmerone. Quanto alle proprietà, salutari, della curcuma, sono state indagate quando alcuni ricercatori si sono accorti di una diversa incidenza di alcune malattie nelle zone di consumo abituale delle spezie.

La curcumina, dunque. Sembra influire sulla modulazione dello stato infiammatorio che è alla base di obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e tumori.

Negli esperimenti sugli animali si è visto che  la curcumina influirebbe sull’insorgenza di queste malattie anche con un’azione diretta su fegato e pancreas.

Studi condotti sugli uomini hanno evidenziato un calo di zuccheri nel sangue in soggetti diabetici, un aumento del colesterolo HDL (quello “buono”) a scapito di quello LDL (“cattivo”) e in persone con aterosclerosi una diminuzione dei livelli di fibrinogeno nel sangue, con conseguente minor rischio di trombi.

Fai una donazione regolare

Sostieni la ricerca, sostieni la vita

Frequenza di donazione
Importo della donazione