Una ex paziente su 6 desidera rimanere incinta dopo aver preservato la fertilità. Tassi di successo più alti se si è reduci da un tumore al seno
Diventare mamme dopo il cancro? Si può. Anzi: se questo è che vuole una donna che si ammala di tumore in giovane età, bisognerebbe sempre darle modo di perseguire il suo desiderio. «La preservazione della fertilità in queste pazienti ha un’efficacia ormai consolidata», ha spiegato Dalia Khalife, ginecologa del Guy’s and St Thomas’s Hospital di Londra, nel corso del congresso della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (Eshre). Presentando i dati di vent’anni di attività, la specialista ha rimarcato quanto sia importante che i medici che si occupano di preservazione della fertilità lavorino a stretto contatto con gli oncologi. Garantire a una giovane donna la possibilità di diventare mamma - al di là che nel tempo decida o riesca a mettere al mondo un figlio - vuol dire offrirle un orizzonte diverso dalla malattia. Un modo per prendersi cura della sua mente che in molti casi dà anche la spinta in più che serve per affrontare le terapie oncologiche.
Una volta ricevuta la diagnosi di tumore e prima di iniziare le cure, una donna in età fertile colpita da un cancro deve sapere che il percorso terapeutico potrebbe limitare la possibilità di avere un figlio. Oltre che da altri fattori, la fertilità di una persona dipende innanzitutto dal corretto funzionamento degli organi riproduttivi. Per quel che riguarda i tumori dell’utero e dell’ovaio, l’insidia maggiore è rappresentata dagli interventi chirurgici che rischiano di lasciare la donna priva degli organi in cui si producono i gameti (ovociti) e di quello che accoglie una vita pronta a sbocciare. Ma a intaccare la fertilità possono essere anche altri trattamenti: è il caso della chemioterapia e della radioterapia(soprattutto se a livello pelvico e cerebrale), con cui sono chiamate a fare i conti anche le donne colpite dalla malattia in un’altra sede. Nel caso in cui si rende necessario il ricorso ai farmaci citotossici, le pazienti rischiano di andare incontro a una menopausa precoce, che pregiudica definitivamente le speranza di affrontare una gravidanza. Per tutte queste ragioni, quando si ha di fronte una giovane paziente oncologica, si fa il possibile per preservare la sua fertilità. Come? «Congelando» la possibilità di avere un figlio, una volta che la malattia sarà alle spalle.
LA STORIA DI GABRIELLA: RIMANERE INCINTA DOPO IL CANCRO