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Oncologia

Giovanna e il «suo» tumore: «Mi piaccio di più, dopo la malattia»

Colpita da un sarcoma di Ewing, Giovanna ha fatto leva sugli studi in psicologia per superare le paure: «Non sono guarita, ma felice per com'è andata finora»

Poche volte, prima di queste, ha messo nero su bianco quella che non esita a definire «la mia storia». Giovanna ha 23 anni e, tra pochi mesi, completerà gli studi in psicologia con la laurea specialistica. Guardandola negli occhi, tutto sembra essere filato sempre liscio. Così, in effetti, è stato fino al 2017. Poi ha scoperto di avere un tumore, un sarcoma di Ewing: uno di quei «nemici» che non aveva mai pensato di dover fronteggiare, nel corso dell'adolescenza. «Non immaginavo che un ragazzo della mia età potesse ammalarsi di cancro - racconta al Magazine di Fondazione Umberto Veronesi -. Dopo, invece, ho avuto modo di condividere il percorso delle cure con tanti ragazzi della mia età. Tra di loro c'è anche chi non ce l'ha fatta. Io mi ritengo fortunata ad aver incrociato tutti, ma soprattutto loro, lungo il percorso della vita».

L’«INCONTRO» CON LA MALATTIA

Tutto ebbe inizio alla fine del 2017. Dopo un lungo periodo di preparazione, Giovanna aveva appena partecipato a una Spartan Race, corsa ostacoli che prevede diversi passaggi anche nel fango. Fino a quel momento, dunque, le sue condizioni erano state ottimali. Nessun campanello d’allarme si era manifestato prima, «ma una mattina mi ritrovai in bagno, davanti allo specchio, con una massa al collo», ricorda la ragazza della provincia di Taranto, oggi trasferitasi a Roma per motivi di studio. L’osservazione, durata qualche giorno, non fu rassicurante. La formazione continuava a ingrandirsi e a generare preoccupazione. Inevitabile fu il consulto con un parente medico, dopodiché giunse il momento dei primi accertamenti. «Mi fu fatto capire che c’era il rischio di avere un tumore, nonostante una diagnosi ancora incompleta». La conferma giunse a Milano, all’Istituto Nazionale dei Tumori, «dove trovai le risposte a tutte le domande inevase». Giovanna aveva un cancro molto raro e aggressivo, di tipo pediatrico, che nella maggior parte dei casi insorge nel periodo più bello per un ragazzo, quello dell’adolescenza.

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