Le lesioni squamose intraepiteliali ad alto grado sono l'anticamera dello sviluppo di un tumore dell'ano. Rimuoverle in tempo permette di ridurre drasticamente le probabilità di malattia. Esattamente come avviene con le lesioni pre-cancerose che portano al tumore della cervice uterina. E' questo, in estrema sintesi, il messaggio di uno studio ad opera dei ricercatori dell'ANCHOR Investigators Group pubblicato sulle pagine del New England Journal of Medicine.
QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?
Il tumore dell'ano è una neoplasia che si sviluppa nel canale anale, l'ultimo tratto dell'apparato digerente. Si tratta di un tumore relativamente raro, in Italia si contano circa mille nuove diagnosi all'anno. Uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo della malattia è l'HPV, il papillomavirus umano, agente infettivo causa di altri tumori come quello alla cervice uterina. In circa l'85% dei tumori dell'ano è riscontrata la presenza di HPV. L'incidenza maggiore di casi di tumore dell'ano si verifica nelle persone affette da HIV. L'infezione con il virus dell'immunodeficienza umana rappresenta infatti un'altro fattore di rischio importante per lo sviluppo della malattia. Lo stato di immunocompromissione può infatti facilitare lo sviluppo della neoplasia in questione.







