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Oncologia

Terapia genica: una Car-T per la leucemia linfoblastica acuta

Curato un bimbo di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta con la prima Car-T con un "gene suicida"

Sperimentata con successo una nuova terapia genica CAR-T per la cura della leucemia linfoblastica acuta. Agli scienziati dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù va il merito di aver messo a punto una cura capace di stimolare il sistema immunitario a riconoscere il cancro e al contempo in grado di "spegnersi" in caso di effetti collaterali. Una nuova tecnica, completamente realizzata presso la Cell Factory dell'ospedale di Roma, che rappresenta un'evoluzione dell'attuale CAR-T approvata dalla FDA americana per il trattamento di questa forma di leucemia. Il primo a essere curato è stato un bimbo di 4 anni affetto dalla malattia.

 STIMOLARE IL SISTEMA IMMUNITARIO

Da alcuni anni a questa parte l'immunoterapia è entrata di diritto - dopo chirurgia, chemio e radioterapia - tra le strategie terapeutiche per la cura dei tumori. L’idea alla base di questo approccio è quella di sfruttare l'innata capacità del sistema immunitario di riconoscere il cancro. Quest’ultimo, però, grazie a particolari meccanismi, spegne la risposta immunitaria e prolifera. Ecco perchè agire dall’esterno, mantenendo attiva la risposta, rappresenta una strategia vincente.

 

DAGLI IMMUNOTERAPICI ALLA TERAPIA GENICA

I sistemi più diffusi per potenziare il sistema immunitario ad oggi sono i farmaci immunoterapici, dei particolari anticorpi che iniettati nel paziente agiscono rimuovendo il freno alle cellule del sistema immunitario. Da qualche tempo a uesta parte però, complice lo sviluppo di tecniche di manipolazione del Dna sempre più precise, gli scienziati hanno pensato di ottenere lo stesso effetto agendo direttamente sul "libretto di istruzioni" delle cellule immunitarie. Attraverso la terapia genica è infatti possibile veicolare dei frammenti di Dna all'interno dei linfociti in modo da insegnare loro a riconoscere il tumore. Nel caso di CAR-T le cellule del malato vengono prelevate, modificate in modo che esprimano CAR -un recettore posto sulla superficie dei linfociti capace di aumentare la risposta immunitaria- e successivamente reintrodotte nel malato.

ANNO 2012: IL PRIMO SUCCESSO DI CAR-T 

Con questo approccio, sviluppato dai ricercatori dell’Università di Pennsylvania presso il Children Hospital di Philadelphia, nel 2012 una bambina di 7 anni con leucemia linfoblastica acuta fu la prima ad essere curata con successo. Un risultato confermato sempre in più persone -il primo caso in Italia è del 2016 e riguarda un bimbo curato al San Gerardo di Monza- che ha portato nel 2017 alla commercializzazione di tisagenlecleucel, il primo farmaco a base di CAR-T sviluppato dall’industria farmaceutica. Proprio in questi giorni il New England Journal of Medicine ha mostrato nuovamente la bontà di questo "farmaco CAR-T" nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta nei bambini.

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