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29-08-2017

Che cos'è l'ulcera peptica?

Risponde Marco Soncini, direttore dell'unità operativa complessa di gastroenterologia, Asst Santi Paolo e Carlo di Milano e tesoriere dell'Associazione Italiana dei Gastroenterologi Ospedalieri (Aigo)

Il paziente che presenta un’ ulcera peptica può avere una situazione clinica stabile o instabile. Nel primo caso abbiamo un paziente che può avvisare semplicemente un senso di pesantezza in sede epigastrica piuttosto che praticamente avere una sintomatologia simile a quella del reflusso gastroesofageo e nel corso di una gastroscopia scoprire la presenza di un'ulcera. Al contrario la presenza di un'ulcera può essere innescata da un sanguinamento attivo quindi la presenza di sangue nel vomito piuttosto che nelle feci. Queste due situazioni cliniche ovviamente mettono in evidenza due scenari completamente diversi, nel primo caso sarà sufficiente un intervento medico soltanto con una terapia a base di inibitori della pompa protonica dopo aver esaminato attentamente il paziente ed escluso altre cause che possono essere infettive come l'infezione dell'helicobacter pylori o ahimè tumorali, perché anche l'ulcera può nascondere un sottostante tumore, dall'altra parte nel corso del sanguinamento si interviene vuoi con una terapia medica vuoi con una terapia endoscopica oppure chirurgica o radiologica. Queste due ultime condizioni sono ormai estremamente rare in passato nel 1970 avevamo il 60/70% di interventi chirurgici nel corso di un’ ulcera sanguinante. Oggi questo 60/70% è diventato meno del 2% grazie ai nuovi farmaci a disposizione quindi terapia medica, ma grazie anche all'endoscopia, quindi possiamo intervenire applicando delle clip, iniettando praticamente una sostanza a base di adrenalina oppure bruciando questa lesione, quindi con con la possibilità di chiudere questo cratere ulcerativo e quindi arrestare così l'emorragia digestiva.