La maggior parte dei tumori è caratterizzata da alterazioni che vengono identificate tramite la biopsia, un esame medico che consiste nel prelievo e successiva analisi di un campione di tessuto del paziente. La biopsia è fondamentale non solo per la diagnosi e il monitoraggio della malattia, ma anche per la scelta del trattamento, perché è in grado di fornire un profilo molecolare del cancro che permette al medico di indirizzare il paziente verso la strategia terapeutica più idonea. Oggi, tuttavia, si sta affermando la possibilità di ottenere informazioni dettagliate sulla morfologia e sulle caratteristiche del tumore in modo non invasivo, grazie alle nuove tecniche di elaborazione delle immagini.
Una di queste è la radiomica, una metodologia emergente e dal forte interesse clinico che permette di analizzare le immagini radiologiche attraverso software innovativi per estrarre dati non «visibili» a occhio nudo. Grazie a una borsa di ricerca di Fondazione Umberto Veronesi nell’ambito del progetto Pink Is Good, Federica Scalorbi, medico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, vuole applicare questo approccio all’elaborazione delle immagini al tumore della cervice uterina.






