Leucemie infantili: trapianti di midollo anche da genitori non compatibili
Nei casi più gravi di leucemie acute pediatriche si può superare la non compatibilità. La speranza: addio alle liste d’attesa
Nuove speranze di cura, per i piccoli pazienti affetti da leucemia linfoblastica acutao leucemia mieloide acuta. Il trapianto di midollo osseo, necessario nei casi più aggressivi della malattia, d’ora in avanti potrà essere realizzato utilizzando come donatori dei genitori, che non sono mai del tutto compatibili. Un’opportunità, resa possibile in laboratorio, che non inficia le chance di guarigione del paziente leucemico e che soprattutto si candida ad abbattere i tempi delle liste di attesa, oltre ad ampliare lo spettro dei candidati al trapianto. La notizia è confortante, per due ragioni: il beneficio riguarda i bambini e a garantirlo è stato un gruppo di ricercatori italiani.
TRAPIANTI DI MIDOLLO ANCHE DA GENITORI NON COMPATIBILI
La notizia giunge da una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Blood, l’organo ufficiale della Società Americana di Ematologia. A coordinarla, il gruppo di specialisti del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Il loro lavoro ha permesso di riconoscere l’efficacia di un trapianto di cellule staminalieffettuato su bambini affetti da leucemie e tumori del sangue, partendo da donatori non completamente compatibili. Uno scenario a cui è necessario ricorrere con discreta frequenza, dal momento che la compatibilità genetica necessaria alla buoan riuscita del trapianto è molto rara. Le probabilità che due fratelli siano identici tra loro risultano pari al 25 per cento e genitori, zii e cugini non sono mai perfettamente compatibili. Alcuni riescono a trovare comunque un donatore idoneo dal registro dei donatori volontari, ma rimane un 30-40 per cento di pazienti in attesa di donatori compatibili. Saranno loro i primi potenziali beneficiari della scoperta, tra i cui autori c’è anche Riccardo Masetti, sostenuto per diversi anni dalla Fondazione Umberto Veronesi e intervenuto a Bologna anche nell’ultima edizione deiworkshop #fattivedere.
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