Svolta nel trattamento del tumore del polmone: da oggi AIFA ha deciso che l'anticorpo pembrolizumab, un farmaco immunoterapico usato prevalentemente per combattere il melanoma, potrà essere somministrato come prima linea -ovvero come prima scelta di trattamento- in quelle persone affette da carcinoma polmonare non a piccole cellule aventi alti livelli del marcatore PD-L1. Una vera e propria rivoluzione se si pensa che sino ad oggi pembrolizumab poteva essere somministrato solo quando la chemioterapia classica non aveva effetti (somministrazione in seconda linea).
CHE COS'E' L'IMMUNOTERAPIA
Da qualche anno l'immunoterapia è entrata di diritto tra le opzioni terapeutiche -dopo chirurgia, chemioterapia e radioterapia- utili per combattere i tumori che sono già in metastasi. Il concetto che sta alla base di questo approccio è pilotare il sistema immunitario affinché possa rispondere in modo adeguato alla presenza di un agente estraneo come il cancro. Ad oggi, tumori che in passato lasciavano poche speranze come il melanoma, con l'immunoterapia possono essere trattati con successo cronicizzando la malattia.
IMMUNOTERAPIA COME PRIMA SCELTA
Dal 2010 -anno di approvazione di ipilimumab, il primo farmaco immunoterapico della storia- ad oggi per l'immunoterapia è stato un susseguirsi di successi. Tra i più significativi c'è il trattamento del tumore al polmone, un cancro particolarmente aggressivo e difficile da curare. Sino ad oggi nel nostro Paese chi era affetto da carcinoma polmonare non a piccole cellule veniva sottoposto in prima battuta a chemioterapia. Solo successivamente poteva accedere a farmaci immunoterapici come il pembrolizumab. Ora con la decisione di AIFA tutto cambia. Gli oncologi, valutato il caso, potranno dedidere si somministrare il farmaco anche come prima linea.







