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Pillola anticoncezionale e cancro: cosa dice la scienza?

Introdotta per la prima volta sul mercato negli Stati Uniti nel 1960, la pillola anticoncezionale (o semplicemente “pillola”) ha rappresentato una vera e propria rivoluzione non solo medica ma anche sociale per milioni di donne in tutto il mondo. Oggi è uno dei metodi contraccettivi più utilizzati e grazie alle sempre maggiori conoscenze e al miglioramento delle tecnologie farmaceutiche le donne hanno un’ampia possibilità di scelta quando si parla di contraccettivi orali.

La scoperta del legame tra ormoni femminili e rischio oncologico ha però fatto sorgere diversidubbi sull’utilizzo della pillola: dal momento che questi anticoncezionali contengono estrogeni e/o progestinici e che questi ormoni sono legati a un aumento del rischio di tumore, anche la pillola potrebbe rappresentare un fattore di rischio oncologico.

Per rispondere a questa domanda, ricercatori di tutto il mondo hanno condotto numerosi studi che ci aiutano a fare chiarezza.

A ciascuno la propria pillola

La pillola è uno strumento molto efficace a livello contraccettivo e oggi ne esistono di diversi tipi che si differenziano tra di loro per il tipo e la dose di ormoni che contengono. In linea generale, rispetto al passato, le pillole “moderne” contengono dosi più basse di ormoni rispetto a quelle di prima generazione, diffuse soprattutto prima degli anni ‘70 del secolo scorso, quando fu sviluppato il progestinico di seconda generazione levonorgestrel. Questo aiuta senza dubbio a ridurre alcuni effetti collaterali pur mantenendo intatta la sicurezza contraccettiva.

Semplificando, è possibile fare una prima suddivisione tra pillola combinata, che contiene sia estrogeni che progestinici, e la cosiddetta minipillola, che contiene invece solo progestinici. Tra pillole combinate, ce ne sono di monofasiche, fatte da pillole tutte uguali sia come aspetto che come contenuto di ormoni, che di multifasiche, che contengono in una stessa confezione pillole con quantità di ormoni differenti e che sono state pensate per riprodurre almeno in parte le fluttuazioni ormonali nel ciclo mestruale.

Scegliere la giusta pillola non è quindi un gioco da ragazzi. Prima di decidere è importante consultare il ginecologo che prenderà in considerazione diversi fattori prima di proporre uno specifico contraccettivo. Tra questi fattori sono inclusi l’età, l’abitudine al fumo, l’eccesso di peso e una precedente storia di tumore del seno o di problemi di coagulazione (trombosi, embolia, ecc).

Rischio di tumore: quando sale e quando scende

I dati più solidi sul legame tra pillola e rischio oncologico si riferiscono al tumore della mammella, ma non mancano informazioni anche su altri tumori femminili e su cancro di fegato e colon-retto. I risultati di questi studi vanno in due direzioni opposte: la pillola può sia aumentare che ridurre il rischio oncologico a seconda del tipo di tumore che si prende in considerazione.

Una premessa importante: quando si leggono i dati sull’aumento o diminuzione del rischio di cancro, si parla sempre di valori relativi, cioè calcolati rispetto al rischio assoluto di quel tumore specifico. In pratica, se il rischio di base è basso, anche un aumento che sembra grande in percentuale avrà un impatto limitato. Ad esempio, nel caso del tumore al seno il rischio medio assoluto è del 12%. Un incremento del 30% significa che il rischio sale al 15% circa.

  • Tumore della mammella: l’aumento del rischio di tumore del seno è documentato in diversi studi. La percentuale di aumento è piuttosto variabile nei diversi studi (da 0 a 20-30%) a seconda del tipo di contraccettivo ormonale utilizzato, della durata del trattamento e dell’età della donna e di molte altre variabili. In particolare, il rischio è presente sia in chi usa pillole combinate che in chi invece utilizza la minipillola, è più basso nelle donne più giovani e aumenta con l’aumentare del numero di anni di utilizzo. La buona notizia è che il rischio è reversibile e una volta sospesa la contraccezione, può tornare al livello di chi non ha mai assunto la pillola.
  • Tumore della cervice uterina: il rischio di sviluppare questo tumore aumenta in particolare in chi ha assunto la pillola per più di 5 anni. Anche in questo caso il rischio comincia a diminuire non appena si interrompe l’assunzione della pillola e dopo 10 anni raggiunge i livelli osservati nella popolazione generale.
  • Tumore del fegato: i dati sono piuttosto scarsi, ma alcuni studi suggeriscono un possibile aumento del rischio di tumore del fegato e anche del colangiocarcinoma intraepatico (tumore delle vie biliari).
  • Tumore dell’endometrio: l’uso della pillola si associa a una riduzione del rischio di tumore dell’endometrio che può arrivare anche al 30% rispetto a chi non utilizza questa forma di contraccezione. Inoltre, la protezione rimane a lungo nel tempo anche dopo aver smesso di assumere la pillola.
  • Tumore dell’ovaio: con la pillola anticoncezionale il rischio di tumore dell’ovaio si riduce notevolmente, anche del 50% secondo alcuni studi. La protezione aumenta con l’aumentare della durata dell’assunzione e resta attiva fino a 30 anni dopo l’interruzione del trattamento ormonale. Da notare che la pillola riduce il rischio anche nelle donne con mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2, che aumenta il rischio di sviluppare tumore ovarico.
  • Tumore del colon: secondo alcuni studi,con la pillola il rischio di tumore del colon si riduce anche del 20%. Servono però ulteriori dati per confermare questa associazione.

In conclusione, i rischi (bassi) di tumore devono sempre essere valutati alla luce dei benefici che la pillola può fornire da altri punti di vista, ed è sempre bene quindi che la donna discuta col proprio ginecologo anche in base alla propria storia familiare e stile di vita. Inoltre, quando si leggono i numeri di aumento e diminuzione del rischio oncologico bisogna tenere presente che si tratta di numeri relativi e riferiti al rischio assoluto per lo specifico tumore. In altri termini, se il rischio assoluto di sviluppare la neoplasia è basso, l’aumento seppur elevato in percentuale sarà minimo.

Infine, senza dimenticare i rischi associati alla pillola anticoncezionale è fondamentale ricordare che molti altri fattori (fumo, eccesso di peso, ecc) aumentano il rischio in misura molto maggiore e non devono mai passare in secondo piano.

aggiungere da qualche parte la nota che i numeri qui sopra riguardano sempre aumento e diminuzione di rischio relativo, rispetto al rischio assoluto, che ad esempio per il seno è in media 12% questo per evitare eccessivi allarmismi leggendo

fonti

American Cancer Society. Birth Control & Cancer: Which Methods Raise, Lower Risk. 2025

MD Anderson Cancer Center. The pill and cancer: Is there a link? 2025

National Cancer Institute. Oral Contraceptives and Cancer Risk. 2018

Mayo Clinic. Choosing a birth control pill. 2025

European Code Against Cancer. May use of oral contraceptives increase my risk of cancer?

Abusal F, et al. Ann Med Surg (Lond). 2022 Oct 3;83:104254

Fitzpatrick D, et al. PLoS Med. 2023 Mar 21;20(3):e1004188

Kamani M, et al. Ecancermedicalscience. 2022 Jun 23;16:1416

Tyrer L. Contraception. 1999 Jan;59(1 Suppl):11S-16S

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