Pediatria

L'obesità negli adolescenti «irrigidisce» le arterie

pubblicato il 19-06-2019

L'eccesso di grasso corporeo e l'ipertensione rallentano la circolazione sanguigna e contribuiscono ad accrescere il rischio cardiovascolare. Ma tornare indietro è possibile

L'obesità negli adolescenti «irrigidisce» le arterie

Il sovrappeso e l'obesità si «vedono» anche sulle arterie, a partire dall'adolescenza. I vasi arteriosi dei ragazzi, se la loro massa grassa è superiore a quella attesa, risulterebbero meno elastici. Una caratteristica che, quando è presente, determina un aumento del rischio cardiovascolare. «Maggiore è il quantitativo di grasso presente, più rigide risultano le arterie», è la sintesi utilizzata da Frida Dangardt, ricercatrice dell'unità di fisiologia vascolare dell'Università di Goteborg, per presentare un articolo apparso sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health. Un «legame» che sarebbe comunque reversibile, a patto di perdere peso. 


In moto e (quasi) senza schermo: il «menù» che protegge i bambini

 

CUORE E VASI SI PROTEGGONO FIN DALL'INFANZIA

Il peso delle malattie cardiovascolari è in aumento (prima causa di morte al mondo) anche perché maggiore rispetto al passato è il numero di persone che convive con un peso superiore alla norma. I chili di troppo sono in grado di determinare l'insorgenza di una serie di fattori di rischio per la tenuta del cuore e dei vasi sanguigni: l'ipertensione, l'ipercolesterolemia, il diabete e la sindrome metabolica. Fino a pochi anni fa, si pensava che le conseguenze si determinassero a lungo termine. O, comunque, soltanto in età adulta. Oggi si sa invece che la salute cardiovascolare si costruisce passo dopo passo fin dall'infanzia. I ricercatori svedesi hanno fatto luce sul legame che c'è tra la presenza di grasso corporeo e resistenze vascolari. Dopo aver seguito oltre tremila bambini, sottoposti a misurazioni regolari del peso e a scansioni della massa grassa addominale in cinque diversi momenti (a 9, 11, 13, 15 e 17 anni), hanno concluso che «l'eccesso di grasso corporeo può determinare un aumento della rigidità arteriosa già a partire dai 17 anni».

COSA DEVONO MANGIARE I BAMBINI? 

TROPPO GRASSO RALLENTA LA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA

Secondo gli studiosi, più del peso corporeo, a rendere più più rigide le arterie «è soprattutto la quantità di grasso rilevata». Lo studio ha diversi elementi di forza: la natura prospettica, la numerosità del campione esaminato e la modalità con cui è stata determinata la massa grassa. La scansione con i raggi X - tecnicamente si parla di assorbimetria a raggi X a doppia energia: «Dexa» - rappresenta infatti una metodica di indagine più affidabile rispetto alla rilevazione dell'Indice di Massa Corporea (BMI). «La rigidità delle arterie negli adulti è un chiaro segno di aterosclerosi e comporta un aumento delle probabilità di avere un infarto o un ictus», afferma Simonetta Genovesi, responsabile del centro di prevenzione cardiovascolare in età pediatrica dell'Istituto Auxologico di Milano. Dunque un'eccessiva massa grassa, se rilevabile già nel corso dell'infanzia o dell'adolescenza, può spianare la strada a un incremento del rischio cardiovascolare in età adulta. Anche se, nei bambini, «il danno a livello dei vasi è determinato in primis dall'ipertensione arteriosa, che già in questa fase della vita si associa all'ipertrofia cardiaca, a un aumento dello spessore della parete carotidea e a una ridotta distensibilità arteriosa». Queste alterazioni cardiovascolari precoci - va precisato - si sviluppano più facilmente se il peso corporeo è superiore al previsto. Detto ciò, secondo l'esperta, un limite dello studio è rappresentato dalla «mancanza di un'analisi per valutare la correlazione tra i valori della pressione arteriosa, la quantità di grasso misurata e l'aumento delle resistenze vascolari».

TORNARE INDIETRO E' POSSIBILE

Ad aumentare la rigidità vascolare, secondo i ricercatori scandinavi, è anche l'alterazione di tre o più fattori metabolici: oltre all'ipertensione, anche l'iperglicemia, l'eccessiva concentrazione di trigliceridi e i bassi livelli di colesterolo «buono» (Hdl) nel sangue. Ma secondo una metanalisi pubblicata a novembre sulla rivista Obesity Reviews, in realtà, basta presentare anche uno solo di queste alterazioni per definire un bambino obeso a rischio metabolico aumentato. La distensibilità arteriosa può comunque ritornare nella norma, riducendo la massa grassa. «Un motivo in più per intervenire sull'eccesso di peso a partire dall'infanzia e dall’adolescenza - conclude Genovesi -. Questa fase della vita è cruciale per far capire ai ragazzi quanto sia importante prendersi cura del proprio peso corporeo. Riducendolo, si ottiene un calo dei valori pressori e, presumibilmente, delle resistenze vascolari». Quanto di più efficace esista per tenere a distanza il diabete e proteggere il nostro cuore
 

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali ed è membro dell'Unione Giornalisti Italiani Scientifici (Ugis).


Articoli correlati


Commenti (0)


In evidenza