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17-05-2018

Depressione post-partum: perché avviene?

Risponde Cristina Colombo, responsabile del centro dei disturbi dell'umore dell'ospedale San Raffaele di Milano

Ci sono molti fattori che rendono le donne maggiormente a rischio di ammalarsi di depressione, rispetto agli uomini. Questi fattori sono in parte di natura ambientale e, tra questi, un ruolo di primo piano lo svolgono gli ormoni sessuali: estrogeni e progestinici. L'alternanza del ciclo ormonale delle donne è l'elemento che le rende più vulnerabili, anche se potrebbe non essere l'unico fattore responsabile della maggiore incidenza della depressione.

La depressione post-partum, che comunque non compare mai immediatamente dopo il termine della gravidanza, si può manifestare proprio in conseguenza di questo squilibrio ormonale. La settimana successiva al parto molte donne, all'incirca 7 su 10, manifestano quello che definiamo «maternity blues»: un periodo in cui le donne sono preoccupate dalla gestione del bambino e dal cambio di vita ormai arrivato, ma che viene gestito senza troppi problemi e, sopratutto, senza farmaci.


Diversa è invece la depressione post-partum che compare non prima di un mese e mezzo dopo il parto, quando si ripristina il normale ciclo ormonale. Questo tipo di depressione si confonde spesso con la stanchezza e la fatica nel gestire del bambino. Ma è cosa ben diversa, motivo per cui è opportuno saper riconoscerla per intervenire nei modi più opportuni. È importante sapere che una donna che ha già avuto episodi depressivi prima della gravidanza ha un rischio ben più alto rispetto alle altre: del 50 per cento in più se l'episodio è stato uno, anche del 70 per cento in più con due episodi. 


Una delle attenzioni porta a prevedere che la donna non allatti, in modo che possa iniziare la terapia farmacologica e che riposi in maniera continuativa durante la notte, evitando di svegliarsi per la poppata.