Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
21-03-2016

Gli stili di vita possono compromettere la fertilità?

Risponde Giario Conti, primario del reparto di urologia all'ospedale Sant'Anna di Como

Ma credo che gli stili di vita nella preservazione della fretilità siano molto importanti. Mi riferisco al fatto di un problema di cui abbiamo parlato in precedenza che era quello delle malattie sessualmente trasmesse. È chiaro che prevenire le malattie sessualmente trasmesse, passa fondamentalmente attraverso gli stili di vita, che si traducono in che tipo di rapporti avere, come averli, con quale protezione, con quale attenzione. Poi naturalmente la fertilità può essere l'infertilità o la sub-fertilità può essere legata a una serie di altri fattori e che possono essere prevenuti con quello che è un pò un ampiamento del concetto generale di stile di vita, perché dello stile di vita potremmo considerare anche per esempio, la dieta. Sicuramente una dieta squilibrata o una dieta troppo ricca di carni rosse, grassi saturi, latticini e quant'altro, non è favorevole per tutta una serie di problemi e probabilmente non è favorevole neanche per quanto riguarda il problema della infertilità o della sub-fertilità. L'attività fisica rispetto alla sedentarietà sicuramente è preferibile, una idratazione adeguata, una tipologia di movimenti e di ginnastica e di attività appunto fisiche, sportive, vanno comunque nella direzione. Non è specifico probabilmente per la fertilità, ma la fertilità di per sé è parte di un quadro più generale. Allora noi sappiamo che questi stili di vita sono sicuramente in grado di creare un benessere maggiore. Tutto quello che riguarda per esempio l'apparato cardiovascolare può poi in qualche modo, ripercuotersi anche su questo aspetto. Non dimentichiamo che siamo in presenza comunque di soggetti che quando vengono indagati, sono soggetti relativamente giovani. È ovviamente una valutazione soprattutto logica per il maschio, perché poi in realtà , le donne la fanno già da quando hanno 16, 17 anni, una valutazione periodica, medica dal ginecologo. Una valutazione per il maschio, soprattutto per escludere le patologie subcliniche, come potrebbero essere le alterazioni, disturbi dell'erezione, ma soprattutto presenza di varicocele o di altre patologie che, se ignorate, potrebbero prevenirlo. Questo non è soltanto gli stili di vita, ma sono proprio una prevenzione. Andate a farvi vedere. Una volta c'era la visita di leva, che comunque screenava il 20/25 per cento dei ragazzi a 18, 19, 20 anni con patologie più o meno evidenti, che quindi venivano già avviate a un controllo successivo, adesso non c'è più e questi ragazzi non ci vanno, semplicemente non ci vanno, dal medico.