06-06-2017

Come fare la diagnosi di sindrome del colon irritabile?

Risponde Marco Soncini, direttore dell'unità operativa complessa di gastroenterologia, Asst Santi Paolo e Carlo di Milano e tesoriere dell'Associazione Italiana dei Gastroenterologi Ospedalieri (Aigo)

Ma una corretta diagnosi di sindrome del colon irritabile la si può formulare attraverso semplici domande, innanzitutto di recente nel 2016 sono state emanate le diciamo, indicazioni cliniche, le linee guida di Roma 4. Roma 4 indicano le fondamenta dei criteri chiari che ci permettono facilmente di identificare la sindrome del colon irritabile, vale a dire la presenza di dolore addominale in maniera ricorrente negli ultimi 3/6 mesi e la presenza di alterazioni delle abitudini nell'andare in bagno ed evacuare, ci permettono di identificare una sindrome dell'intestino irritabile nei suoi diversi sottotipi, vale a dire forma prevalentemente diarroica quando la qualità delle feci è particolarmente morbida o addirittura liquida, ancora una sindrome dell'intestino irritabile variante stitica. Abbiamo poi altri due sottotipi meno comuni che sono quelli rappresentati da una forma mista e una forma non classificata. Ovviamente accanto a questa semplicità di arrivare a una diagnosi positiva, occorre per tempo fare una diagnosi differenziale e laddove ci sono dei sintomi cosiddetti di allarme, tipo un calo ponderale, una perdita di sangue dal retto, una anemizzazione, tutti questi fattori, o il riscontro di masse nell'esame obiettivo, tutti questi fattori devono essere opportunamente valutati dallo specialista gastroenterologo e quindi a questo punto non si parlerà più di sindrome dell'intestino irritabile ma si faranno le diagnosi differenziali per permetterci di indirizzarci verso diagnosi organiche ancor più rilevanti da un punto di vista clinico.