Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
28-08-2017

La dieta priva di glutine è dannosa per chi non è celiaco?

Risponde Marco Soncini, direttore dell'unità operativa complessa di gastroenterologia, Asst Santi Paolo e Carlo di Milano e tesoriere dell'Associazione Italiana dei Gastroenterologi Ospedalieri (Aigo)

Una dieta senza glutine nei non celiaci è certamente dannosa, in quanto determina una dieta di esclusione di sostanze, di alimenti, che normalmente rappresentano una componente importante nella dieta alimentare mediterranea, riconosciuta inequivocabilmente come un patrimonio dell'umanità e soprattutto come un patrimonio culturale del nostro paese. Detto questo, se noi pratichiamo una dieta priva di glutine, prima di aver posto una diagnosi, commettiamo un grossolano errore perché mettiamo in difficoltà il medico di medicina generale, lo specialista gastroenterologo e quindi ci creiamo molti problemi, basti pensare che fare una diagnosi celiachia è molto semplice, si possono fare dei test sierologici, si può fare praticamente un test nel corso della gastroscopia: una piccola biopsia a livello duodenale e la diagnosi può essere praticata agevolmente. Ma se noi pratichiamo una dieta priva di glutine prima ancora di fare questi test, rendiamo queste indagini, sia sierologiche che a livello istologico, meno efficaci e quindi fondamentalmente non capiamo più se abbiamo poi una reale celiachia o un’intolleranza semplicemente o un allergia. Un altro aspetto importante è anche l'errore in questi casi di effettuare test genetici, test per l’HLA ad esempio e anche qui, fondamentalmente, questi test devono essere destinati e prescritti soltanto dagli specialisti e non in maniera così ubiquitaria. Pertanto prima di fare una diagnosi di esclusione, quindi prima di togliere dalla nostra alimentazione il glutine, è bene recarsi dal proprio medico di famiglia e dal gastroenterologo.