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27-04-2017

Marta Celegato: «Una grande emozione fare ricerca per la Fondazione Umberto Veronesi»

La ricercatrice veneta: «Ai donatori della Fondazione prometto di mettere il mio lavoro al servizio della società»

Marta Celegato è una dei 194 ricercatori che oggi saranno premiati con il Grant della fondazione Veronesi, che sensazione si prova a essere qui, in questa giornata?

È una grande emozione essere qui, anche perché per me è il primo riconoscimento diciamo di questo tipo, e quindi è un appunto riconoscimento del lavoro che si fa, anche un po’ tutto della della carriera e di tutti gli sforzi , il nostro percorso, quindi sì è emozionante.

Lavori per mettere appunto nuovi farmaci che combattano l'infezione da papilloma virus, oggi è un tema molto caldo, no? Per via anche del risultato ottenuto grazie alla vaccinazione. Arriverà il giorno in cui diciamo, di questi farmaci potrebbe non esserci più bisogno, oppure no?

Nei prossimi decenni ce ne sarà ancora bisogno, per appunto a tutti quei pazienti che sono già stati infettati dal virus, visto che il vaccino è molto efficace però è un vaccino profilattico e non un vaccino terapeutico, e soprattutto, questi farmaci saranno molto utili ancora in quei paesi in via di sviluppo in cui è più difficile il raggiungimento e la possibilità di vaccinare un gran numero di persone, e molte donne soprattutto sono a rischio di contrarre il tumore della Cervice.

Oggi se siamo qui è grazie al contributo dei donatori, privati e delle aziende. Che messaggio vuoi lanciare a loro, anche per sensibilizzare e far sì che possano continuare negli anni a sostenere l'attività tua, e di tanti altri tuoi giovani colleghi?

È grazie a loro che abbiamo questa possibilità e di continuare con i nostri studi, con le nostre ricerche. Io con il mio lavoro spero almeno, un pochino di aumentare una goccia nel mare, come dico io, di tutte le conoscenze, riuscire, quello che spero è dare una mano, riuscire ad aiutare le persone, aiutare gli altri, quindi un aiuto concreto e quindi con il loro contributo e il loro aiuto possono permetterci di continuare con i nostri studi, e noi riuscire a far sì che le malattie come il tumore siano ogni giorno un po’ più curabili e dare una mano a tutti i pazienti e a tutti.