Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
12-12-2016

Malattie sessualmente trasmesse: come le si può prevenire?

Le diagnosi sono in aumento sopratutto nei giovani, ancora troppo poco informati. La prevenzione raccontata da Giario Conti, primario del reparto di urologia dell'azienda ospedaliera Sant'Anna di Como

PER TROVARE RISPOSTA AI TUOI QUESITI, SCRIVI UN'EMAIL A: redazione@fondazioneveronesi.it

La mia ragazza ha scoperto nei giorni scorsi di avere un'infezione sessuale provocata dalla Clamidia. Devo necessariamente sottopormi anche io a una visita dall'urologo?

(Francesco F, Latina)

Risponde Giario Conti, primario del reparto di urologia dell'azienda ospedaliera Sant'Anna di Como

Le malattie sessualmente trasmissibili sono fondamentalmente delle infezioni. Possono essere infezioni da batteri, possono essere infezioni da virus, possono essere infezioni da funghi. O da quelle forme intermedie che sono sempre più frequenti, che hanno nomi strani ma che si dovrebbe imparare a riconoscere, come la Clamidia trichomonas mycoplasma e sono infezioni, come dice il nome, che si trasmettono fondamentalmente con i rapporti sessuali e sono costantemente in aumento, soprattutto nella popolazione giovane e molto giovane. Se noi pensiamo che dopo i 16 anni sia i maschi che le femmine hanno un'attività sessuale che va espandendosi, non soltanto come frequenza ma anche come numero di partner, è chiaro che la possibilità di permettere questa infezione aumenta esponenzialmente. Procura quadri clinici leggermente differenti nel maschio e nella femmina, una percentuale molto elevata di casi, più del 50 per cento dei casi, sono asintomatiche o poco sintomatiche, i disturbi possono comparire anche lentamente nel tempo: senso di peso, di tensione, qualche piccolo bruciore, qualche piccolo dolore, niente di stravolgente, che indicano interessamento della prostata in questi pazienti, non la classica prostatite acuta con 39 mezzo di febbre, con sangue nelle urine e bisogno di andare in bagno ogni quarto d'ora. Bisogna diagnosticarle, bisogna pensare che possono esistere, bisogna fare le ricerche specifiche perché le mono culture non serve assolutamente a nulla per diagnosticare questo tipo di infezioni che vanno cercate per esempio nei maschi nello sperma, e nella donna sui tamponi vaginali, cervicali e rettali. E poi, a seconda del genere da isolato, fare un trattamento, che mi piace sottolineare, dovrebbe essere praticamente sempre un trattamento di coppia.