Sostieni Fondazione Veronesi, dona ora

Insieme per il nostro futuro. Sostieni la ricerca e la cura!

Dona ora
27-04-2017

Pelicci: «La Fondazione va avanti nel solco tracciato da Umberto Veronesi»

Il ricercatore, membro del comitato scientifico della Fondazione: «Ai giovani scienziati chiediamo di essere sognatori»

Professor Pelicci, che sensazione si prova nel essere qui in questa giornata?

È meraviglioso, è meraviglioso perché sono momenti in cui si vede, si tocca, tutto il frutto del lavoro che facciamo nel nell'anno precedente e lo si vede nella faccia di queste decine e decine di giovani, ricercatori che sono qui con tutto il loro entusiasmo e che pagano di tutto il lavoro che che si fa, quindi è una giornata splendida, una giornata in cui la fondazione manifesta e conferma tutta la sua motivazione a sostenere i giovani ricercatori, i migliori cervelli che abbiamo.

È il primo anno che però siamo qui senza Umberto Veronesi, questo aggiunge valore alla cerimonia di oggi e soprattutto dove guardiamo, verso quale orizzonte, guardiamo senza di lui?

Siamo sicuri che siamo senza Umberto Veronesi? Non credo. Umberto al di là del suo personale entusiasmo e anche del lavoro tanto che svolgeva, Umberto ha aperto un solco, un solco nel quale noi orgogliosamente camminiamo e che è anche indipendente da lui, come lui voleva, ogni giorno nuovo della vita che abbiamo condiviso, era un giorno molto poco legato a quello precedente, molto proiettato a guardare avanti, e la fondazione continua a guardare avanti, che è il vero messaggio di Umberto.

Che messaggio vogliamo lanciare ai donatori, donatori privati e aziende, che grazie al loro contributo durante l'anno, permettono poi di essere qui in questa giornata?

Il messaggio è semplice, ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare. Al di là dell'importanza straordinaria del contributo finanziario, quello che veramente noi sentiamo e ci fa piacere, è vivere una comunità, intorno ai ricercatori, comunità detta la società civile che dà importanza al lavoro che fanno i ricercatori e io credo anche per i nostri donatori dà senso di appartenenza a un’avventura che è quella di scrivere il futuro dell'umanità.